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La mattinata prosegue al ribasso alla borsa svizzera, che con il passare delle ore sta accentuando la dinamica negativa: alle 11.35 l'indice dei valori guida SMI segnava 8184,27 punti (-0,88% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,83% a 7793,53 punti.

Gli ultimi indicatori congiunturali americani, inaspettatamente buoni, stanno alimentando il timore di una prossima fine della politica monetaria ultraespansiva della Federal Reserve. Un segnale importante a questo proposito è atteso dagli ultimi dati sul mercato del lavoro Usa, che saranno pubblicati domani. Il giorno successivo è inoltre prevista la riunione della Banca centrale europea.

"Fino ad allora non è da attendersi una grande attività sul mercato", ha spiegato un operatore alla Reuters. Tanto più che, complice l'avvicinarsi della fine dell'anno, scarseggiano le notizie sul fronte aziendale in grado di fornire impulsi ai corsi.

Per quanto riguarda i singoli titoli in difficoltà sono i bancari UBS (-1,74%), Credit Suisse (-1,55%) e Julius Bär (-2,58%): su quest'ultimo valore hanno un impatto negativo le analisi di Nomura e di UBS. Arretrano pure gli assicurativi Swiss Re (-0,66%) e Zurich (-0,38%).

Vendite sono segnalate sui titoli maggiormente sensibili alla congiuntura quali ABB (-1,17%), Adecco (-1,15%), Geberit (-1,46%) e Holcim (-1,99%), nonché - nel segmento del lusso - su Swatch (-2,02%) e Richemont (-2,56%). Non riescono a frenare la corrente generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,61%), Novartis (-0,35%) e Roche (-0,75%).

Nel mercato allargato si sta mettendo in mostra Basilea, (+1,14%), grazie a una novità riguardante il suo medicinale Isavuconazol.

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SDA-ATS