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Rimane sostanzialmente misurata la reazione della borsa svizzera all'indomani del referendum greco: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 8841,02 punti, in flessione dello 0,81% rispetto a venerdì. Il listino globale SPI perdeva lo 0,80% a 8974,39 punti.

Il mercato elvetico ha avviato stamane le contrattazioni in flessione dell'1,2%, ma si è poi ripreso rapidamente, mantenendosi - insieme a Londra - migliore delle altre piazze continentali. Anche l'indice di volatilità, salito la settimana scorsa ai massimi da gennaio, è calato di circa il 10%.

Il franco, che quando i mari si fanno tempestosi è considerato tradizionalmente un porto sicuro, ha visto il corso rimanere praticamente immutato rispetto a venerdì: l'euro si scambia oggi a poco più di 1,04 franchi.

Il no sorprendentemente netto opposto dal popolo ellenico alla proposte di misure di risparmio e aiuto ha chiaramente creato una nuova situazione. Gli investitori sembrano però voler assumere un orientamento attendista, aspettando gli ulteriori sviluppi. Tanto più che a livello congiunturale i segnali sono interessanti: l'Eurozona dovrebbe conoscere un'accelerazione della crescita nel secondo semestre.

Per quanto riguarda i singoli titoli a causa della crisi ellenica continuano a soffrire i bancari UBS (-1,67%), Credit Suisse (-2,33%) e Julius Bär (-2,08%). Meno marcato è l'arretramento degli assicurativi Swiss Re (-0,78%) e Zurich (-0,55%).

Sotto la linea sono pure i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali ABB (-0,92%), Adecco (-1,37%), Geberit (-0,83%) e Holcim (-1,13%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,00%), influenzata da un cambiamento di obiettivo di corso operato da Bernstein, non è molto distante da Richemont (-1,44%).

Vendite sono segnalate pure su Syngenta (-1,28%), dopo che Monsanto ha fatto sapere di essere pronta ad aumentare la sua offerta solo dopo aver visto i libri contabili del gruppo renano. Molto mosse sono come sempre le acque vicino a Transocean (-2,65%).

Stanno per contro offrendo una certa resistenza alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,07%), Novartis (-0,59%) e Roche (-0,19%).

Nel mercato allargato gli occhi restano puntati su Zehnder (-2,28%), che ha lanciato un avvertimento sugli utili semestrali informando nel contempo sul dato provvisorio delle vendite. Emmi (-0,50%) ha da parte sua fatto sapere che la forza del franco sta incidendo sulle attività all'estero. Arbonia-Forster (+3,59%) rimbalza, dopo aver subito la settimana scorsa le conseguenze dell'improvvisa partenza del CEO William Christensen.

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SDA-ATS