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La Borsa svizzera sul mezzogiorno ha perso terreno e da allora si è mossa attorno alla linea di demarcazione. Alle 15.10 circa l'indice SMI (0,00%) dei titoli guida era invariato a quota 7'927.91. L'indice allargato SPI segnava punti 7'496.60 (+0,02%).

In Svizzera gli occhi sono puntati su UBS e Julius Bär, che hanno presentato stamane buone cifre per il secondo trimestre. UBS, che ha annunciato i dati a sorpresa, segna un balzo del 2,73%, Julius Bär del 5,20%. Il Credit Suisse, che pubblicherà il bilancio trimestrale giovedì, avanza dell'1,65%.

Nel secondo trimestre UBS ha realizzato un utile netto di 690 milioni di franchi (+62,4% su un anno). Il risultato comprende costi per 835 milioni di franchi in relazione a contenziosi giuridici e ulteriori accantonamenti. L'afflusso netto di nuovi fondi nel Wealth Management ha raggiunto i 10,1 miliardi di franchi, nelle Americhe 2,7 miliardi, a fronte di un deflusso di 2 miliardi nell'Asset management.

Quanto alla Julius Bär, non tenendo conto delle voci straordinarie, fra cui 99 milioni di oneri di integrazione delle attività di Merrill Lynch, l'utile semestrale è progredito del 26% a 261 milioni. Gli analisti interrogati dalla Reuters si attendevano 238 milioni. Positivi gli assicurativi, con Swiss Re (+0,54%) che fa meglio di Zurich (+0,28%).

I pesi massimi difensivi frenano i listini, con Nestlé che arretra dello 0,40%, Novartis dello 0,59% e Roche dello 0,60%. Andamento non uniforme per i ciclici: ABB perde lo 0,42%, Adecco lo 0,58%, Geberit lo 0,24%, mentre Holcim cresce dello 0,91%. Nel comparto del lusso Richemont segna un incremento dello 0,11%, Swatch Group dello 0,47%.

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SDA-ATS