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Borsa svizzera: pomeriggio negativo

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2012 - 15:24
(Keystone-ATS)

La Borsa svizzera ha nel pomeriggio decisamente virato in negativo, appesantita dalla cattiva performance dei suoi titoli difensivi. Alle 15.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 6841,33 punti (-0,17% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in calo dello 0,09% a 6296,58 punti.

Il mercato era partito bene, influenzato dal buon andamento delle piazze asiatiche, a loro volta stimolate dalle positive prospettive congiunturali riguardanti Cina e Giappone. Nei primi minuti a Zurigo è stato così aggiornato anche il massimo dall'aprile 2010: l'SMI ha infatti toccato quota 6876,52 punti. Con il passare delle ore l'ottimismo è andato però scemando, complice anche un'asta di titoli di stato spagnoli non perfettamente riuscita, e i listini sono scivolati verso il basso. I volumi di contrattazione sono relativamente bassi.

L'allentamento della tensione sul fronte dell'Eurozona ha fatto bene ai bancari UBS (+1,30%) e Credit Suisse (+1,52%). Fra gli assicuratori Swiss Re (-1,20%) - secondo il "Financial Times" confrontato con una richiesta di risarcimento miliardaria da parte della holding di Warren Buffet - appare più in difficoltà di Zurich (-0,13%). Hanno perso in parte vigore titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,49%) e Transocean (+0,16%), mentre nel segmento del lusso per Swatch (-0,40%) e Richemont (-0,21%), dopo i recenti rialzi, sono scattati i realizzi di guadagno. Arrancano i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,58%), Novartis (-0,26%) e Roche (-0,44%).

Nel mercato allargato sono segnalati acquisti su Valiant (+6,04%), che è in discussione per una fusione con la Banca cantonale di Berna (invariata): le voci in questo senso che circolavano sul mercato in mattinata sono state nel frattempo confermate. In calo è Sarasin (-1,48%): secondo la stampa, l'istituto privato è centro di un'inchiesta in Germania per evasione fiscale. Bobst (-1,52%) ha tenuto oggi la giornata per gli investitori.

In forte progressione è Meyer Burger (+6,47%): stando agli specialisti si tratta però solo di un rimbalzo tecnico per un valore che quest'anno ha perso oltre il 60%: a livello fondamentale nulla è cambiato, il settore solare rimane in difficoltà, ha rilevato un operatore. Bene anche Hochdorf (+3,62%), che beneficia della notizia di una importante commessa in Cina.

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