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L'incertezza provocata dalla situazione politica negli Usa continua a pesare sulla borsa svizzera: anche la seconda seduta settimanale si è aperta in ribasso, sulla scia dei timori per il braccio di ferro in corso sul bilancio americano. Alle 09.40 l'indice dei valori guida SMI segnava 7874,69 punti (-0,17% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,06% a 7498,68 punti.

Gli investitori guardano con apprensione agli sviluppi oltre Atlantico: Wall Street ha ieri terminato in calo (Dow Jones -0,90% a 14'936,24 punti, Nasdaq -0,98% a 3'770.37 punti) e i relativi futures hanno ulteriormente perso terreno. Impulsi positivi provengono per contro dall'Asia: l'aumento della fiducia dei consumatori in Cina ha trascinato un po' tutti i mercati, a cominciare da Tokyo (Nikkei +0,30% a 13.894,61 punti).

Sul fronte interno sembra prevalere un atteggiamento attendista, con oscillazioni dei titoli meramente frazionali. Fanno parzialmente eccezione Julius Bär (+1,21%) e Givaudan (-1,35%).

L'avvio di seduta è stato per lo più anemico anche per le altre piazze europee. Nel dettaglio vanno segnalate Francoforte (Dax +0,10% a 8592,19 punti), Londra (Ftse 100 -0,19% a 6424,87 punti), Parigi (Cac 40 -0,11% a 4161,01 punti) e Milano (Ftse Mib +0,40% a 18'496 punti).

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SDA-ATS