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La borsa svizzera rimane orientata a un netto ribasso, sebbene sia in lieve ripresa sui minimi di seduta. Alle 15.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 7856,20 punti, giù dell'1,52% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,33% a 8476,98 punti.

A spingere in negativo tutte le piazze europee è lo scivolone che sta interessando i valori bancari nonché i dati congiunturali cinesi inferiori alle aspettative. La Commissione Ue ha inoltre corretto al ribasso le sue stime di crescita per l'Eurozona.

In Svizzera sta avendo anche un certo impatto la debolezza del dollaro, che diminuisce la competitività dei prodotti elvetici sui mercati mondiali: la moneta americana è scesa sotto la soglia psicologica di 0,95 franchi, ciò che aumenta il nervosismo degli investitori.

Per quanto riguarda i singoli titoli l'attenzione è concentrata su UBS (-7,14%): l'istituto ha pubblicato trimestrali inferiori alle aspettative e contrariamente alle voci circolate la settimana scorsa non ha deciso manovre di risparmio supplementari. Sotto pressione sono anche Credit Suisse (-4,68%) e Julius Bär (-2,82%). Nel comparto finanziario le vendite interessano pure gli assicurativi Zurich (+0,70%) e Swiss Life (-1,68%), ma non Swiss Re (+1,17%).

Male orientati sono i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,94%), Adecco (-0,57%), Geberit (-0,49%) e LafargeHolcim (-5,37%). Nel segmento del lusso Swatch (-2,15%) si muove in linea con Richemont (-2,48%).

Swisscom (+1,16%) ha convinto con il bilancio dopo tre mesi. Non sfuggono per contro alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,11%), Novartis (-0,96%) e Roche (-0,66%).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Dufry (+4,51%), Straumann (+2,79%) e Looser (-0,83%).

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SDA-ATS