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La Borsa svizzera rimane orientata al ribasso: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 8254,13 punti, in flessione dello 0,64% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,57% a 8990,54 punti.

Gli investitori stanno approfittando dei rialzi vissuti questa settimana, dopo un periodo di vacche magre, per operare dei realizzi di guadagno. Gli operatori parlano infatti di un'atmosfera di fondo positiva, nonostante abbia ormai sempre più credito l'ipotesi di un aumento dei tassi in dicembre da parte della Federal Reserve: un evento lontano comunque ancora mesi, fanno notare in molti.

C'è anche chi spera nell'incontro della settimana prossima ad Algeri per limitare la produzione di petrolio e sostenerne il prezzo: ma gli esperti di materie prime si mostrano scettici. Oggi il corso del greggio è apparso stabile.

Poco interessanti sono stati invece giudicati gli ultimi mediocri dati congiunturali europei: l'indice Pmi composito dell'Eurozona è sceso in settembre ai minimi degli ultimi 20 mesi.

Per quanto riguarda i singoli titoli per una volta sotto pressione è Nestlé (-1,66%), titolo tradizionalmente assai stabile: secondo gli operatori pesano i realizzi di guadagno su un valore che presenta comunque tuttora una buona performance rispetto a venerdì scorso. Le vendite interessano in misura minore gli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (-0,57%) e Roche (-0,33%).

Male orientata è pure la gran parte dei titoli più sensibili ai cicli economici come Adecco (-1,00%), Geberit (-0,28%) e LafargeHolcim (-0,75%); fa eccezione ABB (+0,09%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,93%) e Richemont (-0,34%) tornano a cedere dopo aver vissuto giornate dinamiche grazie a notizie rallegranti arrivate dall'export orologiero.

UBS (-0,45%) si è solo inizialmente smarcato dalla tendenza generale, raggiungendo poi gli altri bancari Credit Suisse (-0,76%) e Julius Bär (-0,49%). Alla stesso modo si muovono pure gli assicurativi Zurich (-0,47%) e Swiss Life (-0,62%), mentre in contro tendenza appare Swiss Re (+0,51%).

Nel mercato allargato in evidenza Aryzta (+9,60%), dopo la notizia dell'arrivo di un nuovo presidente del consiglio di amministrazione e di un nuovo membro dell'organo di sorveglianza conosciuto per essere uno specialista di fusioni. Alpiq (+0,50%) ha reagito bene all'annuncio della vendita di una centrale a gas in Ungheria. Von Roll (+1,45%) ha comunicato la sostituzione del presidente della direzione.

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SDA-ATS