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La Borsa svizzera rimane nettamente in ribasso, anche se in lieve ricupero rispetto ai minimi di seduta: alle 15.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 8033,74 punti, giù del 2,31% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva il 2,21% a 8292,21 punti.

Archiviata la seduta positiva di ieri il mercato sembra voler confermare la tendenza al ribasso che lo contraddistingue dall'inizio dell'anno. Oggi l'SMI ha segnato un minimo di 7935,47 punti: è la prima volta che l'indice scende sotto gli 8000 punti da gennaio 2015, il mese in cui la Banca nazionale abolì la soglia minima di cambio con l'euro. Rispetto a inizio 2016 l'arretramento è già di circa il 9%.

La nuova flessione del prezzo del petrolio - che ieri si era stabilizzato ma che oggi è tornato scendere sotto 28 dollari - sta spaventando gli investitori, rinfocolando i timori sulla crescita mondiale. Stando agli operatori l'atmosfera è estremamente nervosa: l'indice di volatilità è salito ai massimi dal settembre 2015.

La ripresa di ieri si è rivelata effimera. "La gente aspetta il momento buono per vendere: il motto non è più compra quando i corsi scendono, bensì vendi quando salgono", ha detto uno specialista alla Reuters. Gli ultimi dati congiunturali americani relativi a prezzi al consumo, reddito e costruzione nuove case hanno invece avuto scarso impatto.

Sul fronte interno i riflettori sono puntati su Zurich (-10,26%), che ha creato il panico con un inatteso avvertimento sugli utili. "L'azienda ha seri problemi, la nave sta sbandando e necessita di un capitano dal polso forte", ha commentato un operatore. Sotto pressione è anche un altro valore assicurativo, Swiss Re (-3,40%), come pure i bancari UBS (-3,70%), Credit Suisse (-3,49%) e Julius Bär (-3,85%).

Male orientati sono anche i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (-1,88%), Adecco (-2,23%) - che non ha commentato voci relative a un interessamento al concorrente britannico Hays - e LafargeHolcim (-3,84%). Nel segmento del lusso Swatch (-3,28%) non si discosta molto da Richemont (-2,82%)

Alla tendenza generale non si sottraggono nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,47%), Novartis (-1,96%) e Roche (-1,69%). In contro tendenza è invece SGS (+1,62%), prima blue chip ad avere presentato i conti 2015, risultati in linea con le attese: secondo un operatore molti scommettevano però su una sorpresa negativa e l'azione beneficia quindi ora di acquisti.

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Barry Callebaut (-1,40%) e Looser (-2,22%).

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SDA-ATS