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Borsa svizzera: sempre orientata al ribasso

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 ottobre 2011 - 15:35
(Keystone-ATS)

La giornata prosegue negativa per la borsa svizzera, anche se la flessione risulta meno marcata rispetto a quella riscontrata in altre piazze continentali: alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 5408,91 punti (-1,58% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dell'1,74% a 4883,66 punti.

Al centro dell'attenzione internazionale figurano ancora una volta i timori relativi alla congiuntura e la crisi del debito nella zona euro. Gli investitori vedono farsi sempre più concreto lo spettro di un'insolvenza della Grecia, dopo che ieri all'Eurogruppo è slittata la decisione sulla sesta tranche di aiuto ad Atene. L'atmosfea ricorda quella vissuta tre anni fa, prima del collasso di Lehman Brothers, ha rilevato un operatore.

Il presidente dell'Eurogruppo, il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha accennato a un maggiore coinvolgimento dei creditori privati nel salvataggio del paese ellenico. Questo sta mettendo sotto pressione i titoli finanziari. Intanto il gruppo bancario franco-belga Dexia, che detiene un forte volume di titoli greci ormai "tossici", rischia lo smantellamento e crolla di oltre il 30% alle borse Parigi e Bruxelles.

In Svizzera soffrono così Credit Suisse (-3,93%) e Julius Bär (-2,20%), mentre UBS (-0,69%) contiene le perdite grazie all'annuncio di un trimestre chiusosi con un lieve utile - non ancora quantificato - nonostante la perdita miliardaria provocata da un trader a Londra.

Le preoccupazioni relative alla tenuta dell'economia globale affondano i titoli maggiormente legati alla congiuntura come ABB (-3,99%) e Adecco (-4,20%), nonché la sempre volatile Transocean (-4,53%). Nel segmento del lusso Swatch (-2,51%) e Richemont (-4,03%) hanno perso ulteriore terreno. Syngenta (-2,68%) si è vista annullare in Francia un'autorizzazione per un insetticida ed è confrontata con possibili richieste di risarcimento degli apicoltori.

Una certa resistenza alla corrente generale viene prestata ancora, perlomeno in parte, dai valori difensivi Nestlé (-1,04%), Novartis (-1,47%) e Roche (-0,34%).

Nel mercato allargato Clariant (-4,56%) ha reso noto la cessione - per 4 milioni di euro - di un suo settore d'attività con produzione in India.

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