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La borsa svizzera è sempre orientata al ribasso, anche dopo la decisione sui tassi della Bce: alle 15.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 8601,46 punti, in flessione dello 0,29% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,24% a 9488,54 punti.

Nessuna sorpresa ha suscitato l'orientamento della Banca centrale europea, che ha lasciato invariato il tasso direttore nonostante l'aumento dell'inflazione. "Il rischio di deflazione è praticamente sparito", ha affermato il presidente Mario Draghi.

L'attenzione si sposta ora verso la Federal Reserve, che comunicherà le sue mosse mercoledì: la gran parte degli osservatori si attende una stretta monetaria. Indicazioni indirette saranno fornite domani con la pubblicazione del rapporto mensile sul mercato del lavoro. Oggi è giunto il dato sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, salite più del previsto.

Sul fronte interno le variazioni dei 20 titoli principali sono spesso inferiori al punto percentuale e scarseggiano le notizie di rilievo. Frena il listino Roche (-0,85%), mentre marciano praticamente sul posto gli altri due pesi massimi difensivi, Nestlé (-0,13%) e Novartis (+0,07%).

Male orientati sono i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-1,66%), Adecco (-0,43%), Geberit (-0,87%) e LafargeHolcim (-0,52%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,19%) si difende un po' meglio di Richemont (-1,51%).

Dopo aver mostrato inizialmente scarso dinamismo hanno accelerato i bancari UBS (+1,32%), Credit Suisse (+0,58%) e Julius Bär (+0,76%). Gli acquisti del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Swiss Life (+0,19%) e Swiss Re (+0,33%), ma non Zurich (-0,21%),

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Ascom (-1,15%), Cicor (-0,94%), Coltene (-0,57%), Schmolz+Bickenbach (invariata) e SFPI (+3,27%).

SDA-ATS

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