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La borsa svizzera rimane orientata al ribasso: a due ore dalla chiusura l'indice dei valori guida SMI segnava 8807,55 punti, in flessione dello 0,42% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,29% a 9970,19 punti.

Sul fronte congiunturale dagli Usa sono giunti segnali negativi: l'economia americana è cresciuta nel primo trimestre solo dello 0,7%, un dato inferiore alle aspettative e il più debole degli ultimi tre anni. Allo stesso tempo la spesa per il consumo è cresciuta solo dello 0,3%, valore più basso dal 2009. Nell'Eurozona sono invece state pubblicate le statistiche sull'inflazione, tornata a salire in aprile: ha raggiunto +1,9%.

Per quanto riguarda i singoli titoli i riflettori rimangono puntati su UBS (+2,76%), che ha presentato risultati trimestrali superiori alle previsioni. Fra i bancari si muove bene anche Julius Bär (+2,56%), mentre arranca Credit Suisse (-0,39%), che tiene la sua assemblea degli azionisti. Non univoci si presentano gli assicurativi Zurich (+0,77%), Swiss Life (-0,15%) e Swiss Re (invariata).

Stanno scivolando all'indietro i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,08%), Geberit (-0,09%), Adecco (-1,20%) - da oggi senza dividendo - e LafargeHolcim (-0,35%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,53%) si difende solo un po' meglio di Richemont (-1,13%).

Frenano il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,65%), Novartis (-1,17%) e Roche (-0,50%). Actelion (-1,94%) dalla settimana prossima non farà più parte dell'SMI.

Nel mercato allargato ha informato sull'andamento degli affari Compagnie Financière Tradition (+0,10%). EFG (-2,02%) ha fatto sapere che proseguono i deflussi in relazione all'acquisizione di BSI.

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SDA-ATS