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La borsa svizzera è tornata al ribasso: alle 15.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 8702,11 punti, in flessione dello 0,55% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,53% a 8931,32 punti.

Il mercato segue un movimento che ha interessato anche le altre piazze europee: dopo un avvio negativo sulla scia dell'incertezza per gli attacchi di Parigi, l'allarme è dapprima rientrato e si è fatta strada l'opinione che l'impatto sarà solo di natura temporanea. Ma nel pomeriggio i corsi sono tornati a scendere.

L'aumento dell'indice di volatilità testimonia che sul mercato vi è un certo nervosismo. Sullo sfondo rimane inoltre sempre presente il tema dell'aumento dei tassi negli Usa, che sembra farsi sempre più vicino.

Sul fronte interno scarseggiano le notizie di rilievo concernenti le blue chip. Hanno ampliato le perdite i bancari UBS (-1,82%), Credit Suisse (-1,72%) e Julius Bär (-1,71%): quest'ultimo istituto ha annunciato che aumenterà all'80% la sua partecipazione nella società italiana Kairos.

In ordine sparso si presentano i titoli maggiormente sensibili ai cicli economici ABB (-0,38%), Geberit (-0,25%), Adecco (+0,23%) e LafargeHolcim (-0,64%). Stanno scivolando all'indietro i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,14%), Novartis (-0,06%) e Roche (-1,16%).

Nel mercato allargato ha deluso il semestrale di Sonova (-7,53%). Meyer Burger (-9,16%) ha corretto al ribasso gli obiettivi per l'esercizio in corso, mentre Valartis (-42,07%) ha annunciato di avere difficoltà di liquidità.

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SDA-ATS