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La borsa svizzera ha virato in negativo nel pomeriggio: alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 8300,06 punti, in flessione dello 0,24% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI scendeva dello 0,18% a 8595,06 punti.

A pesare è il rallentamento economico in Cina e il nuovo calo del prezzo del petrolio. Stando agli operatori nelle ultime sedute la situazione sui mercati azionari si è fatta meno tesa, ma rimangono importanti criticità. Gli investitori rimangono quindi prudenti.

Sul fronte interno gli occhi rimangono puntati su Julius Bär (-3,33%), che ha pubblicato i dati relativi al 2015. A preoccupare gli analisti è soprattutto il calo dei ricavi nel secondo semestre. Credit Suisse (-2,83%) è stata chiamata alla cassa negli Usa per la vicenda delle dark pool. Sta scivolando all'indietro anche il terzo bancario, UBS (-1,25%), che domani informerà sull'andamento degli affari.

In ordine sparso si presentano i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-0,46%), Adecco (-0,80%), LafargeHolcim (-1,65%) - un articolo di stampa dà il presidente Wolfgang Reitzle in procinto di partire - e Geberit (+0,14%). Poco mossi nel segmento del lusso sono ora Swatch (+0,23%) - il CEO Nick Hayek ha parlato di una possibile entrata in borsa della controllata Belenos - e Richemont (-0,23%).

Trainano il listino Nestlé (+0,07%) e Novartis (+0,64%), mentre si defila Roche (-0,23%), sotto pressione la settimana scorsa dopo i bilanci annuali. Transocean (-2,40%) segue come spesso accade i saliscendi del prezzo del greggio.

Nel mercato allargato è stato accolto bene il fatturato 2015 di Gurit (+1,92%), comunicato venerdì a mercati chiusi.

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SDA-ATS