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La Borsa svizzera accentua le perdite in un clima di incertezza generato dagli sviluppi politici negli USA: preoccupano in particolare gli effetti del cosiddetto Russiagate.

In fine di mattinata l'indice SMI dei principali titoli segna una flessione dello 0,81% a 8'925,52 punti, mentre l'indice complessivo SPI scivola dello 0,84% a quota 10'123,08. Le ultime vicende americane hanno spinto Wall Street e le piazze asiatiche verso il basso e sotto pressione risultano stamane pure i principali mercati europei.

Sul fronte interno mancano impulsi di rilievo: l'appuntamento principale è costituito dall'assemblea generale di Credit Suisse chiamata a pronunciarsi su un aumento di capitale pari a quattro miliardi di franchi. In borsa il titolo della seconda banca svizzera sta intanto cedendo il 2,33%. Non fa meglio UBS (-2,20%), mentre Julius Bär limita le perdite allo 0,69%. Sulla stessa linea gli assicurativi Zurich Insurance (-0,48%), Swiss Life (-0,88%) e Swiss Re (-0,97%).

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé (-0,12%) cerca di rimanere aggrappato alla soglia della parità: perdite superiori all'1% fanno invece segnare i farmaceutici Roche (-1,26%) e Novartis (-1,07%). Tra i valori più sensibili ai cicli congiunturali LafargeHolcim fa un passo indietro dell'1,66% e ABB dell'1,40%. Unico titolo momentaneamente in leggera progressione è Richemont (+0,16%): la concorrente Swatch arretra dello 0,73%.

Sul mercato allargato Züblin, società immobiliare zurighese controllata dal miliardario russo Viktor Vekselberg, ha annunciato stamane di essere tornata in attivo con un utile nello scorso esercizio di 29,9 milioni di franchi: il titolo sta guadagnando il 2,66%.

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SDA-ATS