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La Borsa svizzera amplia i guadagni con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna un progresso dell'1,55% a 8'502,77 punti, mentre l'indice complessivo SPI avanza dell'1,40% a quota 8'765,91.

Negli scorsi giorni lo SMI ha subito un consistente calo in considerazione delle incertezze che regnano a proposito dell'annunciato aumento dei tassi negli Stati Uniti. Gli analisti si accordano nel pronosticare per domani un incremento moderato e la tendenza ai rialzi potrebbe continuare anche nel 2016. Ma non sono esclusi slittamenti in considerazione delle variazioni dei prezzi del petrolio.

Le borse europee stanno tentando il rimbalzo e sulla piazza zurighese tutte le blue chip sono di segno positivo. Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé sale dell'1,47%, Novartis dell'1,52% e Roche dell'1,29%.

Allungano il passo in modo deciso anche i bancari: in particolare Ubs che cresce del 2,29% e fa meglio di Credit Suisse (+1,80%) e Julius Bär (+1,31%).

In evidenza pure il segmento del lusso: Swatch mette a segno una progressione del 2,43% e Richemont dell'1,51%. Su entrambe le società si erano abbattuti negli scorsi giorni ordini di vendita in scia a timori di un indebolimento dell'economia cinese.

Guadagni consistenti per la volatile Transocean (+4,65%), piuttosto malmenata nel recente passato, che approfitta di una relativa stabilizzazione delle quotazioni del petrolio: il prezzo del greggio è tornato a salire, dopo che ieri, per l'eccesso di rifornimenti sui mercati, era calato ai livelli pre-crisi.

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SDA-ATS