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Anche oggi la borsa svizzera guarda con apprensione alla Cina: dopo aver aperto in ribasso il mercato ha ulteriormente ampliato le perdite. Alle 11.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 9257,93 punti, in flessione dell'1,77% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI perdeva l'1,72% a 9399,35 punti. Prosegue quindi la correzione avviata ieri e anche oggi la causa scatenante è la stessa: la svalutazione dello yuan per il secondo giorno consecutivo mette sotto pressione le società che vendono una parte importante dei loro prodotti sul mercato cinese.

Ieri la Banca centrale di Pechino aveva parlato di una misura una tantum: il fatto che all'indomani l'istituto sia nuovamente intervenuto porta acqua al mulino di chi ritiene che si vada verso una guerra delle valute.

A farne le spese sono titoli particolarmente esposti come Swatch (-2,44%) e Richemont (-3,22%). Soffrono però anche ABB (-2,04%) - la Cina è il suo secondo mercato - e LafargeHolcim (-3,16%). Geberit (-5,14%) ha presentato risultati semestrali che hanno deluso in termini di fatturato, Ebit e prospettive.

L'ondata di vendite interessa peraltro anche i bancari UBS (-2,08%) e Credit Suisse (-2,66%). Non riescono a frenare la corrente generale nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,43%), Novartis (-1,49%) e Roche (-1,94%).

Per trovare titoli in positivo, fatta eccezione per la sempre volatile Transocean (+0,36%), bisogna guardare al mercato allargato, dove si sta mettendo in mostra Cytos (+16%) grazie a un accordo con la società britannica Checkmate Pharmaceuticals.

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SDA-ATS