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La Borsa svizzera amplia le perdite con l'indice SMI dei principali titoli che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,82% a 8'779.91 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dello 0,81% a quota 9'036.92.

Dopo la decisione di Mario Draghi di prolungare, ma di non accelerare, il programma di acquisto di titoli di Stato e in attesa della pubblicazione, questo pomeriggio, dai dati americani sul mercato del lavoro, gli investitori sembrano prudenti.

La Banca centrale europea, ha detto un operatore di borsa, "ci ha deluso": ha sì confermato la sua politica monetaria espansiva, ma è rimasta al di sotto delle aspettative, provocando una pioggia di vendite sui principali mercati.

Dai dati americani, attesi per le 14.30, gli analisti sperano di ricavare informazioni sul tanto annunciato aumento dei tassi, che potrebbe intervenire in occasione della prossima riunione della Fed.

Sulla piazza zurighese tutte le blue chip sono di segno negativo, ad eccezione della volatile Transocean, molto sensibile alle variazioni del prezzo del petrolio, che si mantiene a galla con un timido +0,07%. Ancora in difficoltà il segmento del lusso con Richemont che scivola all'indietro del 2,17% e Swatch che arretra del 2,06%.

Tra i bancari Ubs (-0,72%) fa meglio di Credit Suisse (-1,26%) e di Julius Bär (-2,94%). Il colosso dell'alimentare Nestlé, tra i valori difensivi, scende dello 0,92%. Novartis flette dello 0,64% e Roche dello 0,29%.

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SDA-ATS