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La borsa svizzera amplia le perdite con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,36% a quota 8'924.76, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,37% a 9'116.50 punti.

Tra gli investitori continua a creare incertezza la porta lasciata aperta dalla Fed a un eventuale aumento dei tassi entro la fine dell'anno, malgrado la frenata del pil americano e il rallentamento della spesa per i consumi. In Europa si registra intanto una leggera ripresa dell'inflazione: nonostante il nuovo calo nel settore energetico, i prezzi nell'Eurozona sono risaliti su base annuale in ottobre a zero da -0,1 di settembre.

Sulla piazza zurighese appare in leggero progresso Julius Bär (+0,14%), mentre cedono terreno UBS (-0,35%) e Credit Suisse (-1,29%): oggi il secondo istituto elvetico ha annunciato di aver costituito nel terzo trimestre nuovi accantonamenti pari a 280 milioni di franchi per far fronte a dispute giuridiche riguardanti casi ancora irrisolti quali lo scandalo Libor.

Nel suo rapporto finanziario Credit Suisse afferma anche di essere stata contattata dalle autorità svizzere e americane nell'ambito delle vicende di corruzione che hanno investito la FIFA.

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé sta perdendo lo 0,66%, mentre contrastante è l'andamento dei farmaceutici: Novartis arretra dello 0,44% e Roche si mantiene a galla (+0,04%). Debole (-0,15%) pure la società biotecnologica Actelion.

Swiss Re, che ieri ha annunciato risultati sui nove mesi in forte crescita, ha azzerato i guadagni della mattinata finendo sotto la soglia della parità (-0,05%). Sul fronte dei valori più sensibili ai cicli congiunturali sono di segno più LafargeHolcim (+0,05%) e soprattutto Geberit (+0,60%).

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SDA-ATS