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Nel primo pomeriggio i listini della Borsa svizzera sono ancora peggiorati e si muovono sui minimi di seduta. Alle 15.25 l'SMI cede il 2,01% a 8'922.15 punti, l'SPI l'1,88% a 9'071.18 punti.

Questa settimana l'indice principale ha perso il 5% circa: si tratta del maggiore calo settimanale dallo shock dell'abbandono della soglia di cambio minima tra euro e franco.

Gli investitori sono preoccupati per l'andamento congiunturale in Cina. Da Pechino è giunto stamane un dato poco rassicurante sull'andamento dell'industria, con l'indice Pmi manifatturiero di agosto sceso a 47,1 punti, ai minimi da più di sei anni e sotto le aspettative degli analisti che prospettavano 48,2 punti.

Eccetto il lusso - con Swatch in progressione dello 0,37% e Richemont dello 0,20% - e SGS - che perde solo lo 0,81% - tutte le blue chip sono in forte calo. Lasciano sul terreno oltre due punti percentuali Transocean (-3,89%), i bancari Julius Bär (-3,45%), Credit Suisse (-2,34%) e UBS (-2,06%), così come LafargeHolcim (-2,61%), Givaudan (-2,35%) e i pesi massimi difensivi Nestlé (-2,04%), Roche (-2,33%) e Novartis (-2,77%).

Quest'ultima ha peraltro annunciato oggi che pagherà fino a 1,03 miliardi di dollari (993 milioni di franchi) alla britannica GlaxoSmithKline per i diritti sul medicamento Ofatumumab, usato per la cura della sclerosi multipla e altre malattie autoimmuni.

Nel listino allargato tre le aziende che hanno pubblicato oggi i risultati semestrali: Kuoni (-6,73%), Goldbach (-2,09%) e Mobilezone (+0,30%).

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SDA-ATS