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La Borsa svizzera amplia le perdite con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dell'1,57% a 8'687,05 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dell'1,51% a quota 8'954,71.

Le piazze finanziarie europee viaggiano tutte in calo in scia a Wall Street e Tokyo e in seguito al crollo del prezzo del petrolio, ai minimi da sette anni a causa del mancato accordo sulla riduzione della produzione in seno all'Opec. È di oggi la notizia che anche il Brent è sceso sotto quota 40 dollari.

Ha inoltre deluso il dato cinese sull'export che è calato più del previsto (-6,8% contro un consensus del -5%) a novembre, mentre la bilancia commerciale si è attestata a 54,1 miliardi di dollari rispetto ai 61,64 miliardi precedenti.

In questo contesto, secondo gli operatori, gli investitori si mostrano prudenti in attesa anche delle decisioni di politica monetaria della Banca Nazionale svizzera attese per giovedì.

Molto deboli appaiano i titoli ciclici che operano sui mercati internazionali: LafargeHolcim in particolare sta arretrando del 3,16%. Penalizzato pure il segmento del lusso: Swatch scivola all'indietro del 3,07% e Richemont del 3,44%.

Tra i titoli bancari UBS perde il 2,22%, Credit Suisse il 2,11% e Julius Bär il 2,67%. Non sfuggono al movimento al ribasso gli assicurativi (Zurich Insurance -1,0%; Swiss Re -0,41%). In controtendenza rispetto all'andamento del mercato vi è solo Givaudan che evidenzia un timido +0,11%.

Tra i pesi massimi difensivi Nestlé lascia sul terreno l'1,06%, Novartis l'1,17% e Roche lo 0,98%.

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SDA-ATS