Nonostante un lieve miglioramento dopo la pubblicazione del dato sulla creazione di impieghi negli USA in maggio, oltre le attese, i listini della Borsa svizzera continuano a muoversi chiaramente in territorio negativo. Alle 15.15 l'SMI cede l'1,14% a 9'128.73 punti.

Da parte sua l'indice allargato SPI scende dell'1,17% a 9'270.44 punti. A pesare sono sempre le preoccupazioni legate alle trattative tra la Grecia e i suoi creditori. Il tiramolla si sta evolvendo verso "un'odissea senza fine", ha indicato un operatore.

Ha così avuto per ora poco influsso l'annuncio che il mese scorso l'economia americana ha creato 280.000 posti di lavoro, oltre ai 225.000 attesi dagli analisti. Il tasso di disoccupazione è salito al 5,5% dal 5,4% di aprile, a causa del maggior numero di persone che si sono immesse nel mercato del lavoro. Gli esperti prospettavano un dato invariato.

Tra le blue chip elvetiche ancora pesante Syngenta (-3,26%), che soffre per l'aumentato scetticismo in relazione a possibili acquisizioni da parte di Monsanto o BASF. Molto male i bancari, con UBS che perde l'1,46%, Credit Suisse l'1,41% e Julius Bär il 2,12%. I ciclici cedono tutti intorno al punto percentuale. Negativi pure i pesi massimi difensivi Roche (-1,24%), Novartis (-1,04%) e Nestlé (-0,63%). Sopra la linea di demarcazione si muovono soltanto Swiss Re (+0,41%) e Transocean (+0,23%).

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