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Tornano a farsi sentire tra gli investitori le preoccupazioni relative alle conseguenze della Brexit. Dopo la chiusura negativa di ieri la Borsa svizzera ha aperto gli scambi in calo, ma alle 09.15 si sta avvicinando alla parità. L'SMI cede lo 0,02% a 7'940.26 punti.

Da parte sua l'indice allargato SPI segna 8'560.27 punti (-0,17%).

Ancora sotto pressione i bancari, con gli osservatori che ritengono possibile che i problemi degli istituti italiani possano eventualmente scatenare una nuova crisi finanziaria. In particolare da segnalare che il titolo Credit Suisse perde l'1,39%, scendendo per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 10 franchi.

Partenza negativa anche per le principali piazze europee, con il CAC 40 di Parigi e il DAX di Francoforte che in apertura cedono entrambe lo 0,87%, rispettivamente a 4,127 e a 9.449 punti, mentre il FTSE Mib di Milano scende dello 0,76% a 15.653 punti. Più cauta Londra (FTSE 100 -0,2% a 6.508 punti).

Stamani alla Borsa di Tokyo il Nikkei ha perso l'1,85% a 15.378.99 punti, frenato oltre che dal ritorno dell'instabilità provocata dall'esito del referendum sulla Brexit anche dal rialzo dello yen e dal crollo della sterlina. Chiusura negativa ieri sera a Wall Street: l'indice Dow Jones è sceso dello 0,61% a 17'840,62 punti, il Nasdaq dello 0,82% a 4822,90 punti e lo S&P 500 dello 0,69% a 2088,37 punti.

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SDA-ATS