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La borsa svizzera ha avviato le contrattazioni odierne in ribasso , con l'indice SMI dei principali titoli che dopo le prime battute segna 7'875.69 punti, in calo dello 0,13%, mentre l'indice complessivo SPI si attesta a quota 7'454.10, in flessione dello 0,26%.

Sui mercati pesano i segnali di un imminente intervento militare in Siria. Le prospettive di un aggravamento della crisi provocano un rialzo del prezzo del petrolio e una fuga verso i valori rifugi e le divise, come ad esempio il franco svizzero. In queste condizioni gli investitori non tengono praticamente conto delle informazioni congiunturali.

Stamane è stato intanto reso noto che l'indicatore UBS dei consumi è rimasto stabile in luglio.

Apertura in ribasso anche per Londra (FTSE 100, -0,42% 6'413,83 punti), Francoforte (Dax -0,48% a 8'202,86 punti) e Parigi (CAC 40 -0,32% a 3'955,96 punti). Avvio di seduta stabile per Milano con l'indice Ftse Mib che segna un leggero rialzo dello 0,03% a 16'585 punti.

La Borsa di Tokyo, scontando i timori sugli scenari di guerra legati alla Siria, per la seconda seduta di fila ha terminato gli scambi con un'ampia perdita, pari all'1,51%. L'indice Nikkei, con lo yen in risalita sui mercati valutari, ha ceduto 203,91 punti, attestandosi a quota 13'338,46. Ieri sera Wall Street ha visto il Dow Jones perdere l'1,14% a 14'776,06 punti. Il Nasdaq è arretrato del 2,16% a 3'578,52 punti.

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SDA-ATS