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La borsa svizzera ha avviato le contrattazioni in territorio negativo, con l'indice SMI dei titoli guida che segna 8.055,12 punti, in calo dell'1,34% rispetto a ieri, mentre l'indice complessivo SPI scende dell'1,08% a quota 8.806,88.

Tutte le blue chip sono di segno meno e il movimento al ribasso riguarda in particolari le banche, con UBS a -2,92%, Julius Bär a -3,18% e Credit Suisse, in sostanziale ascesa ieri, a -3,97%. Molto deboli anche gli assicurativi: Zurich perde il 2,15%, Swiss Re l'1,84% e Swiss Life il 2,23%.

Sui titoli finanziari, secondo i commentatori, pesano i timori relativi alla tenuta di Deutsche Bank. Stamane è stato reso noto che una decina di hedge fund che lavorano con Deutsche Bank hanno spostato i loro asset presso altre banche per ridurre l'esposizione verso l'istituto tedesco, le cui condizioni finanziarie sono giudicate precarie dal mercato dopo la maxi-multa da 14 miliardi di dollari negli USA.

Le contrattazioni sono partite male anche a Parigi (Cac 40 1,72% a 4.366 punti), Francoforte (Dax -1,60% a 10.240 punti), Londra (Ftse 100 -1,30% a 6.830 punti) e Milano (Ftse Mib -1,90% a 16.028 punti).

Il nervosismo sulla solvibilità di Deutsche Bank ha pesato anche sulla Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che stamane è sceso dell'1,46% a quota 16.449,84. Chiusura in netto calo, ieri sera, pure a Wall Street: l'indice Dow Jones ha segnato una flessione dell'1,07% a 18.143 punti e il Nasdaq dello 0,93% a 5.269. L'indice S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,93%, a 2.151,13 punti.

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SDA-ATS