Dopo una mattinata altalenante e un primo pomeriggio in territorio positivo, l'indice principale della Borsa svizzera, l'SMI, ha perso sempre più terreno, chiudendo in calo dello 0,79% a 8'892.88 punti.

Il listino allargato SPI si è invece mantenuto praticamente tutta la seduta sotto la parità, terminando con una flessione dell'1,09% a 10'478.85 punti.

Il graduale aumento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, il debito italiano e i potenziali effetti delle dispute commerciali sulla congiuntura frenano gli investitori: "aumentano i timori che i tempi d'oro stiano finendo", ha affermato un operatore, secondo cui in questo contesto gli investitori preferiscono titoli resistenti ai movimenti congiunturali e si separano da quelli ciclici.

Tra le blue chip sono così risultate sotto pressione soprattutto Sika (-4,92% a 127.60 franchi), ABB (-2,88% a 21.60 franchi), Geberit (-2,87% a 432.50 franchi), Lonza (-2,59% 309.00 franchi) e LafargeHolcim (-1,37% a 45.40 franchi), ma anche SGS (-3,25% a 2'320.00 franchi), Givaudan (-1,95% a 2'316.00 franchi) e Swiss Re (-1,82% a 90.68 franchi).

Malissimo anche Swatch (-5,41% a 344.20 franchi) e Richemont (-3,98% a 73.34 franchi) in seguito a uno studio di Morgan Stanley che abbassa la valutazione del settore del lusso europeo da "neutral" a "underweight". Ciò sebbene il giudizio per le due aziende elvetiche sia "overweight".

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