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La Borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni in forte calo, con l'indice SMI dei titoli guida che ha segnato una flessione dell'1,31% a 9'026,43 punti, mentre l'indice globale SPI è arretrato dell'1,22% a quota 9'173,94.

Ormai è diventato un tormentone infinito, ma sui mercati ha continuato incessantemente a pesare l'incognita del debito greco. Ieri il Fondo monetario internazionale ha abbandonato il tavolo delle trattative di Bruxelles ed è tornato a Washington, convinto che un accordo sia molto lontano e frustrato dalla assoluta mancanza di progressi nel negoziato.

L'agenzia Bloomberg, citata da un quotidiano ateniese, ha intanto riferito che il governo greco è stato avvertito dai suoi partner di presentare un piano di accordo al fine di evitare il rischio di default. Atene avrebbe ricevuto un ultimatum di 24 ore per avanzare proposte all'Euro Working Group.

Il pessimismo che regna attorno alla tragedia greca ha depresso tutte le borse europee, con Atene che è precipitata del 5,92%. Un altro fattore che ha incitato a far scattare gli ordini di vendita è da collegare all'attesa per la decisione della Fed americana sui tassi, che verrà annunciata mercoledì.

Tra le blue chip di Zurigo, ha sostenuto i listini unicamente Syngenta (+0,20% a 400.50 franchi), sempre nel mirino della concorrente americana Monsanto. Deboli anche i pesi massimi difensivi più resistenti alla crisi: Novartis è scivolata dell'1,41% (a 94.35 franchi) e Roche del 2,29% (a 268.70 franchi). Non è sfuggita al forte movimento al ribasso la società biotecnologia Actelion (-2,49% a 141.10 franchi).

Pure il colosso dell'alimentare Nestlé ha fatto un passo indietro (-1,00% a 69.50 franchi). Oggi è stato indicato che l'alta corte di Mumbai ha per ora confermato il divieto di vendita dei suoi vermicelli istantanei del marchio Maggi in India, ritirati dai negozi a causa delle elevate concentrazioni di piombo rilevate in alcune confezioni.

Tra i bancari Credit Suisse ha contenuto le perdite (-0,38% a 26.05 franchi), mentre molto più deboli sono risultate UBS (-1,27% a 20.17 franchi) e Julius Bär (-0,96% a 51.60 franchi). Le perdite più consistenti hanno riguardato la volatile Transocean (-3,98% a 16.40 franchi).

Sul mercato allargato Sika, che ieri ha ottenuto in tribunale un punto in suo favore nella disputa che la oppone alla rivale Saint Gobain, ha guadagnato l'1,92% (a 3'193.00 franchi).

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SDA-ATS