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La borsa svizzera ha concluso in negativo una giornata di pesanti perdite. L'indice dei valori guida SMI è sceso a 8'449.86 punti, in flessione dell'1,90% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso anch'esso il 1,90% a 8'710.45 punti.

A trainare i mercati in territorio negativo stati sono soprattutto i timori legati all'economia cinese: la borsa in Cina ha oggi nuovamente sospeso le contrattazioni per eccesso di ribasso. La sfiducia deriva principalmente dall'annuncio ufficiale da parte della Banca centrale cinese di una svalutazione dello yuan, la più importante dallo scorso agosto. L'onda di panico ha attraversato il globo, provocando perdite ovunque.

In serata è stata resa nota la decisione delle autorità cinesi di bloccare il meccanismo di sospensione automatica degli scambi che scatta nel caso di volatilità eccessiva in borsa: i mercati finanziari hanno reagito ma in maniera piuttosto fiacca, guadagnando qualche punto percentuale ma senza mai tornare al di sopra della linea di demarcazione.

Pochi anche gli impulsi da Oltreoceano sia dopo l'avvio di Wall Street, sia in seguito all'annuncio del calo delle richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana. Pur essendo scese di 10.000 unità a quota 277.000, esse restano al di sopra delle attese degli analisti, che scommettevano su quota 275.000.

Sul mercato elvetico tutti i titoli si sono mossi al di sotto della parità. Molto male i bancari: CS Group ha chiuso a -2,94% (a 20.47 franchi), UBS a -2,89% (a 18.48 franchi) e Julius Baer a - 2,79% (a 44.93 franchi). Il settore non guarda al futuro con troppa serenità, stando al barometro pubblicato oggi dalla società di consulenza Ernst & Young (EY). Solo tre istituti su quattro prevedono infatti risultati in crescita, contro l'84% di un anno fa.

Molto negativi anche Adecco (-3,47%, a 63,90 franchi) - unico titolo a non essere tornato al termine della seduta al di sopra di quota -3% - Swiss Re (-2,49% , a 93.95 franchi), Nestlé (-2,33%, a 71.35 franchi) e SGS (-2,30%, a 1'783 franchi).

Ha recuperato un po' di terreno in fine di seduta Transocean (-1,97%, a 11.47 franchi): nel primo pomeriggio infatti la multinazionale con sede nel canton Zugo specializzata nelle piattaforme petrolifere, arrancava in fondo al listino con un -5,64% sull'onda del crollo del prezzo del greggio .

Tra i valori più stabili, seppure anch'essi in perdita, si segnalano Swisscom (-0,72%, a 493.20 franchi) e il peso massimo difensivo Roche (-0,74% a 270 franchi). Hanno contenuto le perdite anche Givaudan (-1,13%, a 1'748 franchi) , Richemont (-1,47%, a 67 franchi) e Actelion (-1,61%, a 134.50 franchi).

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SDA-ATS