La borsa svizzera apre il mese di settembre con una seduta molto negativa, dominata dallo spettro di un raffreddamento della congiuntura cinese. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8621,27 punti, in flessione del 2,30% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha perso il 2,21% a 8786,39 punti. A pesare sull'umore degli investitori sono alcuni deludenti indicatori congiunturali cinesi - concernenti industria e servizi - che hanno scatenato una nuova ondata di vendite sulle piazze asiatiche. Le conseguenze si sono fatte sentire anche in Europa - nonostante alcuni buoni dati macro, a partire dalla disoccupazione in Germania - e in seguito anche a Wall Street.

Il quadro è reso ancora più complicato dall'incertezza relativa ai tempi di rialzo dei tassi negli Usa. La Federal Reserve deciderà il 16 settembre e per farlo guarderà fra l'altro con attenzione al rapporto mensile sul mercato del lavoro che sarà pubblicato venerdì. Molti preferiscono quindi ridurre le posizioni più esposte per non andare incontro a sorprese.

Per quanto riguarda i singoli titoli hanno affossato il listino i pesi massimi Nestlé (-1,68% a 70,10 franchi), Novartis (-3,17% a 91,70 franchi) e Roche (-2,50% a 257,40 franchi). Non è che gli investitori vendano direttamente titoli di queste tre società, escono più in generale dall'intero mercato, spiegano gli operatori. I tre giganti rappresentano quasi un terzo della capitalizzazione SMI.

Gli ordini di vendita hanno interessato anche i bancari UBS (-2,00% a 19,63 franchi), Credit Suisse (-3,16% a 25,13 franchi) e Julius Bär (-2,91% a 45,70 franchi), come pure gli assicurativi Swiss Re (-1,99% a 81,40 franchi) - sostenuta almeno in parte da una raccomandazione di Merrill Lynch - e Zurich (-2,15% a 260,00 franchi).

Fra i titoli più esposti ai cicli congiunturali Adecco (-2,57% a 74,00 franchi) e LafargeHolcim (-2,85% a 59,75 franchi) hanno sofferto più di ABB (-1,45% a 18,40 franchi) e di Geberit (-1,82% a 301,70 franchi). Non è sfuggito alla tendenza generale il segmento del lusso, con Swatch (-1,54% a 364,60 franchi) un poco più tonica di Richemont (-2,28% a 70,70 franchi).

Solo Transocean (+0,61% a 13,30 franchi) si è mostrata in controtendenza. Ha limitato le perdite Syngenta (-0,90% a 332,00 franchi), che si è vista approvare negli Usa un promettente fungicida. Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-2,35% a 128,90 franchi), Givaudan (-1,92% a 1633,00 franchi), SGS -1,41% a 1682,00 franchi) e Swisscom (-2,39% a 510,00 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Helvetia (-1,47% a 501,50 franchi), che ha presentato i semestrali. Kuoni (-5,48% a 191,30 franchi) ha subito gli effetti di un cambiamento di raccomandazione da parte di Credit Suisse.

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