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ZURIGO - La Borsa svizzera, partita con il piede sbagliato, ha accentuato le perdite nel corso della giornata, per poi chiudere con l'indice SMI in calo dell'1,29% a 6493.96 punti. L'indice complessivo SPI si è attestato a quota 5612.12, in flessione dell'1,26%.
In difficoltà, come peraltro su tutte le altre principali piazze europee, sono risultati i titoli bancari. Sui listini hanno pesato le nuove proposte del presidente americano Barack Obama, che ieri ha annunciato l'intenzione di regolamentare ulteriormente il settore.
Lo scivolone più impressionante è stato fatto segnare da Credit Suisse, che è regredita del 6,44% a 47,06 franchi. La forte contrazione, secondo gli analisti, è da ricondurre alla forte dipendenza dell'istituto dall'Investment Banking.
Oggi è stata resa nota la decisione del tribunale amministrativo federale, che accogliendo il ricorso di un contribuente americano di UBS, ha di fatto rimesso in discussione la portata dell'accordo per la trasmissione di dati bancari negoziato dagli USA e dalla Svizzera nello scorso agosto. UBS ha lasciato sul terreno il 3,93%, a 14,93 franchi e Julius Bär ha ceduto l'1,07%, a 35,25 franchi.
Anche gli assicurativi sono risultati in perdita di velocità: Swiss Re ha ceduto il 2,81%, a 45,58 franchi, e Zurich Financial l'1,0%, a 226,90 franchi. Meglio hanno fatto i titoli difensivi, in particolare Novartis (+0,09% a 50,55 franchi) e Syngenta (+0,07% a 271,60 franchi). Nestlé è invece scesa dello 0,79% a 50,55 franchi e Roche dello 0,65% a 184,80 franchi.
Sul mercato allargato le perdite maggiori sono state fatte segnare da Mindest (-8,0%), APEN (-6,6%), Cytos (-6,3%), Rieter (-4,4%) e Ems (-4,0%).

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SDA-ATS