Dopo due sedute negative la borsa svizzera ha beneficiato oggi di un mini-rimbalzo, sostenuta dai suoi titoli difensivi. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8797,17 punti (+0,38% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,32% a 8675,57 punti.

Secondo gli operatori è in atto una fase di consolidamento. Gli investitori appaiono restii ad impegnarsi e osservano con apprensione sia gli ultimi sviluppi relativi al Medio Oriente, sia le novità in ambito congiunturale.

L'indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche è sceso in agosto per il quinto mese consecutivo, un dato che era peraltro atteso e non ha suscitato eccessive reazioni. In Svizzera l'indicatore UBS sui consumi ha confermato i segnali di un rallentamento della crescita.

Sul fronte interno a lungo sotto pressione è risultata Adecco (-0,75% a 65,90 franchi), che nella giornata degli investitori ha confermato gli obiettivi di medio termine, aggiungendo però che la ripresa stagionale in settembre è risultata più debole del previsto. In ordine sparso si sono mossi altri titoli particolarmente dipendenti dalla congiuntura, come ABB (-0,37% a 21,52 franchi), Geberit (+0,35% a 313,30 franchi) e Holcim (-0,07% a 69,10 franchi).

Nel segmento del lusso hanno accelerato nel finale sia Swatch (+0,77% a 469,50 franchi), sia Richemont (+0,62% a 81,75 franchi). Il comparto ha guardato con attenzione a uno studio della società di servizi finanziari Kepler Chevreux, che predice la fine della forte crescita dei margini vissuta negli ultimi decenni dall'industria orologiera.

Tra i bancari hanno guadagnato terreno UBS (+1,72% a 16,60 franchi) e Credit Suisse (+1,16% a 26,10 franchi), mentre vendite hanno interessato Julius Bär (-0,33% a 41,95 franchi): secondo voci raccolte nell'ambiente l'istituto potrebbe essere fra i prossimi a chiudere la vertenza fiscale con gli Usa.

Il clima di insicurezza ha favorito i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,36% a 70,00 franchi), Novartis (+0,17% a 87,90 franchi) e Roche (+0,57% a 283,80 franchi), che hanno svolto un'importante funzione di traino al listino. Stando agli operatori i colossi farmaceutici elvetici beneficiano anche indirettamente delle nuove misure anti-ottimizzazione fiscale decise dal governo americano, che vanno a colpire i concorrenti.

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,46% a 109,70 franchi), Givaudan (-0,20% a 1522,00 franchi), SGS (+0,61% a 1982,00 franchi), Swisscom (+0,37% a 540,00 franchi) e la spesso volatile Transocean (-2,23% a 30,70 franchi).

Nel mercato allargato in evidenza Aryzta (+3,84% a 83,80 franchi), dopo la pubblicazione dei risultati della sua controllata irlandese Origin.

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