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La borsa svizzera ha chiuso una settimana difficile con una seduta trascorsa interamente in territorio positivo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6098,05 punti (+0,41% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,62% a 5548,33 punti.

Oggi tutte le piazze continentali erano in rialzo, soprattutto sulla scia dell'intervento coordinato delle banche centrali per evitare un eccessivo rafforzamento dello yen. Negli Usa a spingere i listini è stata anche la Fed, che ha osservato un miglioramento del capitale delle banche e ha autorizzato alcuni dei maggiori istituti, dopo gli stress test, ad aumentare il dividendo. In generale sui mercati rimangono però le incertezze legate ai problemi atomici in Giappone e alla situazione in Nordafrica, che potrebbe essere forse a una svolta con l'annuncio di un cessate il fuoco in Libia.

In Svizzera hanno faticato i bancari UBS (-1,03% a 16,31 franchi) e Credit Suisse (+0,13% a 38,01 franchi), mentre con il vento in poppa sono apparsi gli assicurativi Swiss Re (+1,75% a 50,00 franchi) e Zurich (+1,02% a 247,10 franchi). Le blue chip più toniche in assoluto si sono però rivelate Actelion (+2,90% a 49,60 franchi), favorita da una raccomandazione della banca Vontobel, Transocean (+2,56% a 72,00 franchi) e Swatch (+2,24% a 374,10 franchi).

In netto recupero, dopo le perdite degli scorsi giorni, sono risultati anche i valori più legati alla congiuntura come ABB (+1,70% a 20,99 franchi). Hanno invece ripiegato nel finale i difensivi Nestlé (invariata a 49,74 franchi), Novartis (+0,45% a 48,62 franchi) e Roche (-0,24% a 125,30 franchi).

Nel mercato allargato, balzo di PubliGroupe (+6,39% a 114,90 franchi), che nel 2010 è tornato in zona utili. In calo per contro Schmolz+Bickenbach (-1,48% a 8,65 franchi), che ha pure annunciato il rientro nelle cifre nere, accompagnato però dalla prospettiva di un aumento di capitale. Buon rimbalzo, infine, per Clariant (+4,76% a 15,19 franchi), in difficoltà nelle scorse sedute.

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SDA-ATS