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La borsa svizzera termina in rialzo, ma in netto rallentamento rispetto ai massimi di giornata. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9146,30 punti, in progressione dello 0,48% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,41% a 9286,93 punti.

Come ormai da settimane i corsi sono fortemente influenzati dal tira e molla delle trattative sulla Grecia. Fino al pomeriggio vi erano speranze di una prossima soluzione della crisi, ma poi si è fatto strada un certo pessimismo. "Siamo ben lontani da un accordo", ha detto un portavoce del Fondo monetario internazionale.

In ambito congiunturale dagli Usa sono giunti i dati sulle vendite al dettaglio in maggio, in linea con le attese, e sulle richieste di sussidio disoccupazione, lievemente aumentate. Resta da vedere come il quadro economico influenzerà il previsto aumento dei tassi.

Sul fronte interno la giornata si è rivelata povera di spunti. Al centro dell'attenzione era una volta ancora Syngenta (-0,50% a 399,70 franchi): stando a informazioni insider Monsanto si è detta disposta ad aumentare la sua offerta solo dopo aver avuto accesso ai libri contabili della società renana. Più ispirata è apparsa Actelion (+0,42% a 144,70 franchi), pure costantemente al centro di voci di fusioni.

Non si sono presentati in modo univoco i bancari UBS (-0,39% a 20,43 franchi), Credit Suisse (+1,55% a 26,15 franchi) e Julius Bär (+0,87% a 52,10 franchi). Lontani si sono mossi anche gli assicurativi Swiss Re (+0,12% a 85,60 franchi) e Zurich (+1,63% a 293,60 franchi).

Hanno ripiegato nel finale i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,61% a 21,27 franchi), Adecco (-0,20% a 76,60 franchi) e Holcim (invariata a 71,60 franchi), mentre Geberit (+0,53% a 339,00 franchi) ha saputo offrire più resistenza. Nel segmento del lusso Swatch (-0,64% a 375,40 franchi) si è rivelata più negativa di Richemont (+0,26% a 78,55 franchi). In forte calo ha chiuso la sempre volatile Transocean (-4,58% a 17,08 franchi).

Hanno per contro trainato il listino i pesi massimi Novartis (+0,68% a 95,70 franchi), Roche (+0,88% a 275,00 franchi) e Nestlé (+0,65% a 70,20 franchi). Per completare lo scacchiere delle blue chip vanno menzionate infine Givaudan (+0,42% a 1683,00 franchi), SGS (-1,14% a 1824,00 franchi) e Swisscom (-0,19% a 530,50 franchi).

Nel mercato allargato tonfo di Kuoni (-7,96% a 289,25 franchi), che ha annunciato un significativo calo della redditività in seguito al rafforzamento del franco. AMS (-0,56% a 44,00 franchi) è tornata a scendere, dopo aver perso ieri il 21%: oggi è emerso che alti dirigenti della società hanno approfittato del crollo per esercitare opzioni di acquisto.

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SDA-ATS