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La borsa svizzera, nella giornata della riapertura delle banche in Grecia, flirta con i massimi di sempre: l'indice SMI dei titoli guida ha chiuso le contrattazioni odierne con un progresso dello 0,39% a 9'482,62 punti.

Si tratta del valore massimo dell'anno - in aprile si era giunti a quota 9474,95 - non molto lontano dal record di tutti i tempi di 9548,09 punti fatto segnare nel giugno 2007. In giornata si è addirittura toccato un picco di 9'525,79 punti. In crescita anche l'indice complessivo SPI che è salito dello 0,37% a 9'593,74 punti.

Al centro dell'attenzione oggi vi è stato il gruppo bancario zurighese Julius Bär che nel primo semestre ha registrato un calo vistoso dell'utile - a 40 milioni di franchi - a causa degli accantonamenti accumulati per chiudere il contenzioso fiscale negli Usa. Dal profilo operativo la performance è invece risultata positiva. L'utile rettificato, al netto degli accantonamenti, ha infatti evidenziato una progressione del 34% su base annua a 384 milioni.

Il titolo in borsa, dopo un tonfo iniziale, ha recuperato terreno per poi nuovamente scivolare con una flessione finale dell'1,39% (a 53.35 franchi). Gli analisti hanno interpretato questo calo non come una sanzione da parte del mercato, bensì come la conseguenza di realizzi di guadagno. Dall'inizio dell'anno il titolo ha infatti beneficato di una performance di tutto rispetto, pari a +18%.

Hanno fatto meglio, tra i bancari, UBS che ha chiuso in leggero progresso dello 0,19% (a 21.64 franchi), imitata da Credit Suisse (+0,18% a 27.44 franchi).

Tutti i titoli difensivi hanno allungato il passo: Nestlé è avanzata dello 0,27% (a 73.20 franchi), Novartis dello 0,89% (a 102.30 franchi) e Roche dello 0,64% (a 281.30 franchi). Nel segmento del lusso per nulla tonica Swatch (-0,29% a 413.30 franchi), che fatto decisamente peggio della concorrente Richemont (+0,50% a 80.60 franchi).

Assieme a Julius Bär hanno registrato cali LafargeHolcim (-1,00% a 73.90 franchi), SGS (-0,66% a 1'805.00 franchi) e la volatile Transocean (-2,77% a 13.00 franchi).

Sotto la soglia della parità pure Swiss Re (-0,17% a 87.80 franchi), così come Syngenta (-0,02% a 406.90 franchi): il gruppo chimico basilese, secondo fonti giornalistiche, si troverebbe a far fronte a un crescente malumore da parte dei suoi investitori, scontenti per la posizione negativa assunta dalla direzione in merito alla proposta di fusione con l'americana Monsanto.

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SDA-ATS