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La borsa svizzera ha chiuso in leggero ribasso una seduta trascorsa quasi interamente in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9233,65 punti, in flessione dello 0,21% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha da parte sua perso lo 0,20% a 9379,78 punti. Il mercato è subito partito male, arrivando a cedere in mattinata oltre l'1% dopo l'ennesimo inconcludente tira e molla nell'ambito delle trattative sulla Grecia. Ha pesato anche l'aumento dei tassi obbligazionari.

Sul fronte congiunturale dagli Usa sono giunti segnali non univoci: da una parte le domande settimanali di sussidio disoccupazione sono scese più del previsto, ma dall'altra la produttività ha accelerato il suo calo. Gli investitori sono peraltro rimasti prudenti in attesa di conoscere, domani, l'ultimo rapporto sul mercato del lavoro Usa: un indicatore fondamentale poiché se i dati dovessero rivelarsi buoni si avvicinerebbero i tempi del rialzo dei tassi di interesse.

Per quanto riguarda la Svizzera l'andamento migliore di altre piazze si spiega con la ripresa di dollaro ed euro. Il mercato ha attualmente un carattere spiccatamente valutario, ha spiegato un operatore: se il franco si indebolisce - oggi l'euro è salito a 1,0570, ai massimi da marzo - automaticamente si rafforzano le azioni elvetiche.

Concentrando l'attenzione sui singoli titoli va innanzitutto segnalata la buona performance di Syngenta (+1,21% a 426,70 franchi), sulla scia di voci che danno BASF valutare un'offerta alternativa a quella di Monsanto. Si è ben comportata anche Credit Suisse (+1,23% a 26,29 franchi), che continua la scalata delle ultime sedute, messa da molti in relazione con l'arrivo del nuovo numero uno Tidjane Thiam. Meno tonici sono apparsi gli altri due bancari, UBS (-0,10% a 20,60 franchi) e Julius Bär (-1,24% a 51,95 franchi). Nel segmento assicurativo Swiss Re (+0,41% a 84,75 franchi) ha approfittato di uno studio degli analisti di Kepler Chevreux sulle compagnie di riassicurazione e si è smarcata da Zurich (-0,83% a 297,60 franchi).

Fra i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura ha bruscamente accelerato nel pomeriggio ABB (+3,57% a 21,77 franchi), dopo la notizia dell'entrata nell'azionariato per oltre il 3% della società di investimento Cevian Capital. Hanno per contro continuato ad arrancare Adecco (-0,99% a 74,80 franchi), Geberit (-0,38% a 340,70 franchi) e Holcim (-1,15% a 72,80 franchi).

Nel segmento del lusso Swatch (-0,96% a 370,30 franchi) si è mossa di concerto con Richemont (-0,62% a 80,45 franchi). Perdite più consistenti hanno interessato la sempre volatile Transocean (-3,70% a 17,45 franchi).

Hanno inciso negativamente sul listino i pesi massimi Nestlé (-0,56% a 71,20 franchi), Novartis (-0,41% a 96,60 franchi) e Roche (-0,51% a 275,30 franchi). Secondo gli operatori questi cali vanno spiegati con vendite dovute alla scadenza di derivati. SGS (-0,87% a 1820,00 franchi) ha annunciato l'acquisizione di una piccola società.

Il quadro delle blue chip va infine completato con Actelion (+0,45% a 133,10 franchi), Givaudan (-0,46% a 1714,00 franchi) e Swisscom (-1,65% a 536,50 franchi). Nel mercato allargato LEM (-1,80% a 820,00 franchi) ha informato sull'andamento degli affari.

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SDA-ATS