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I timori relativi alla congiuntura europea hanno pesato oggi sulla borsa svizzera, che come le altre piazze continentali ha terminato in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8763,80 punti (-0,61% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,63% a 8647,62 punti.

Le statistiche economiche e gli sviluppi geopolitici hanno alimentato un generale clima di incertezza, favorendo un processo di consolidamento che stando agli operatori avviene comunque a un livello elevato.

Inferiori alle attese sono risultati gli indici Pmi sia della Germania, sia dell'Eurozona, dove sono stati toccati i minimi da nove mesi. In Francia l'indice che misura l'attività del settore privato è sceso in settembre, segnalando una recessione per il quinto mese consecutivo.

Anche Wall Street è andata arretrando. Hanno inciso fra l'altro le nuove misure annunciate dal governo di Washington volte ad evitare che le compagnie Usa acquisiscano società straniere per spostare la sede fiscale all'estero. Il giro di vite colpisce particolarmente il settore farmaceutico, tra i più dediti a tali pratiche.

In una giornata sostanzialmente povera di spunti l'onda lunga del piano del governo americano si è fatta sentire anche in Svizzera, dove particolarmente sotto pressione è risultata Actelion (-2,59% a 109,20 franchi), società biotecnologica che spesso viene citata come possibile protagonista di fusioni. I detentori del titolo, perlomeno quelli che lo possiedono da qualche tempo, non dovrebbero però disperarsi: la performance dall'inizio dell'anno rimane eccellente, dell'ordine del +46%.

In ordine sparso hanno terminato i valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,09% a 21,60 franchi), Geberit (-0,98% a 312,20 franchi), Adecco (-0,97% a 66,40 franchi) - che mercoledì e giovedì tiene due giornate per gli investitori a Roma - e Holcim (+0,07% a 69,15 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,65% a 465,90 franchi) è apparsa più in difficoltà di Richemont (-0,37% a 81,25 franchi). Transocean (-0,95% a 31,40 franchi) ha pubblicato il rapporto mensile sulle sue piattaforme.

Si sono risollevati dai minimi di seduta i bancari UBS (-0,31% a 16,32 franchi), Credit Suisse (-0,65% a 25,80 franchi) e Julius Bär (-0,12% a 42,09 franchi). Una certa distanza ha separato per tutta la giornata gli assicurativi Swiss Re (-0,97% a 76,20 franchi) e Zurich (-0,21% a 282,10 franchi). Hanno chiaramente influito negativamente sul listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,99% a 69,75 franchi), Novartis (-0,57% a 87,75 franchi) e Roche (-0,35% a 282,20 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Givaudan (-0,46% a 1525,00 franchi), SGS (-1,25% a 1970,00 franchi), Swisscom (-0,28% a 538,00 franchi) e Syngenta (-0,74% a 309,90 franchi).

Nel mercato allargato Loeb (+3,14% a 177,60 franchi) ha annunciato la sua uscita dalla borsa, mentre Molecular Partners ha fatto sapere che entrerà sul mercato nel quarto trimestre. Forti perdite hanno interessato Cosmo (-8,65% a 155,20 franchi): il "Wall Street Journal" ha scritto che potrebbe fallire il progetto di fusione con Salix, perché vi sarebbe un nuovo pretendente, Allergan. Meyer Burger (+0,11% a 9,11 franchi) ha beneficiato di un contratto con il gigante europeo del fotovoltaico Hanwha Q Cells.

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SDA-ATS