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La borsa svizzera ha chiuso in ribasso una seduta trascorsa fino quasi all'ultimo in territorio positivo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9024,38 punti, in flessione dello 0,79%, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,67% a 9175,69 punti.

Partito in modo timido, il mercato ha presto acquisito vigore e fino a pomeriggio inoltrato si è mosso su livelli stabili, sembrando intenzionato a proseguire nella fase di recupero avviata ieri, dopo l'arretramento della settimana scorsa.

Ma l'annuncio di un aumento inaspettatamente forte del deficit commerciale americano in marzo ha rimescolato le carte: vi è chi teme che questo possa portate in territorio negativo la prossima stima sulla crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre. Wall Street si è orientata in negativo, trascinando le piazze europee.

Zurigo si è peraltro dimostrata assai più resistente di altre borse come Francoforte o Milano, che sono arretrate di oltre il 2%. Merito per una parte non indifferente di UBS (+3,78% a 19,77 franchi), effervescente grazie a risultati trimestrali nettamente superiori alle previsioni. In giornata il titolo ha anche superato la soglia dei 20 franchi per la prima volta dall'autunno 2008.

In progressione ha terminato pure Credit Suisse (+0,08% a 24,30 franchi), anche se il confronto con UBS rimane impietoso: nessun guadagno dall'inizio dell'anno, contro il +17% della società guidata da Sergio Ermotti. Ha registrato perdite il terzo bancario, Julius Bär (-1,27% a 49,12 franchi).

Nel comparto assicurativo Zurich (+1,18% a 290,60 franchi) è stata favorita da uno studio settoriale di Barclays ed è apparsa più tonica di Swiss Re (-0,54% a 82,80 franchi).

Sono nettamente scesi nel finale i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come Adecco (-1,44% a 75,45 franchi), Geberit (-2,39% a 327,10 franchi), ABB (-3,12% a 19,90 franchi) - da oggi senza dividendo - e Holcim (-0,79% a 75,00 franchi), che ha preso atto del via libera alla fusione con Lafarge da parte delle autorità della concorrenza di Usa e Canada. Nel segmento del lusso Swatch (-1,28% a 417,40 franchi) ha arrancato dietro a Richemont (-0,96% a 82,90 franchi).

Hanno virato in negativo nel pomeriggio anche i farmaceutici Novartis (-1,81% a 94,75 franchi) e Roche (-0,71% a 267,10 franchi), a lungo assai tonici, nonché il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-1,03% a 72,25 franchi). In controtendenza si è mossa la sempre molto volatile Transocean (+5,45% a 17,99 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-1,59% a 124,10 franchi), Givaudan (-0,96% a 1760,00 franchi), SGS (-0,50% a 1807,00 franchi) e Swisscom (-0,71% a 556,00 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Tornos (-4,07% a 4,72 franchi), Dufry (-3,82% a 133,50 franchi) e Banca cantonale di Lucerna (-0,96% a 360,00 franchi) , che hanno informato sull'andamento degli affari. In progressione ha chiuso Sika (+1,31% a 3241,00 franchi), nonostante la decisione della Finma che ha respinto un ricorso della fondazione Bill & Melinda Gates contro la clausola di opting-out nell'ambito della fusione con Saint-Gobain.

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SDA-ATS