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Seduta negativa per la borsa svizzera, che come le altre piazze europee ha guardato oggi con timore agli sviluppi della congiuntura mondiale. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9198,20 punti, in flessione dello 0,94% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,89% a 9061,76 punti.

A imporre un colpo di freno ai corsi sono stati da una parte il taglio delle stime di crescita praticato dalla Banca mondiale e dall'altra la diffusione degli ultimi dati sul commercio al dettaglio negli Usa, risultati chiaramente inferiori alle previsioni. Ancora più attese risultano quindi essere le indicazioni che verranno fornite dal Beige Book, il rapporto sullo stato dell'economia americana che sarà pubblicato in serata dalla Federal Reserve.

Gli investitori hanno per contro guardato con favore al parere preliminare espresso dall'avvocato generale della Corte di giustizia europea, istanza chiamata ad esprimersi sulla legittimità del programma di acquisto di titoli di stato Omt lanciato nel 2012 dalla Banca centrale europea (Bce). Sul mercato molti ritengono che la Bce possa decidere già nella seduta della prossima settimana un programma di acquisto di obbligazioni statali, il cosiddetto quantitative easing.

Per quanto riguarda i singoli titoli sono arretrati i bancari UBS (-2,68% a 16,69 franchi), Credit Suisse (-2,40% a 23,21 franchi) e Julius Bär (-1,60% a 45,63 franchi). Soprattutto i due istituti più grandi hanno reagito male ai risultati deludenti presentati dal concorrente americano JP Morgan. Più contenute sono apparse le perdite degli assicurativi Swiss Re (-1,10% a 85,30 franchi) e Zurich (-1,02% a 319,30 franchi).

I dubbi sull'andamento dell'economia globale hanno affossato i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-2,62% a 19,70 franchi), Adecco (-2,01% a 68,15 franchi), Geberit (-0,65% a 353,50 franchi) e Holcim (-1,11% a 71,55 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,75% a 457,00 franchi) - unica azione SMI in controtendenza - ha approfittato di una raccomandazione di HSBC per smarcarsi nettamente da Richemont (-2,63% a 88,70 franchi), che informerà domani sull'andamento degli affari.

SGS (-3,91% a 1942,00 franchi) è stata duramente penalizzata da un giudizio di Citigroup, mentre Transocean (-4,61% a 15,09 franchi) è rimasta una volta ancora in balia dei problemi provocati dal calo del prezzo del petrolio. Una certa resistenza alla corrente generale è stata per contro mostrata dai pesi massimi difensivi Nestlé (-0,34% a 74,15 franchi), Novartis (-0,35% a 98,55 franchi) e Roche (-0,73% a 284,10 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (-0,32% a 122,70 franchi), Givaudan (-0,26% a 1904,00 franchi), Swisscom (-0,85% a 524,50) e Syngenta (-0,45% a 332,00 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Kuoni (+8,01% a 337,00 franchi) dopo l'annuncio dell'intenzione di cedere parte delle attività. Buono è risultato anche l'andamento di Sika (+2,04% a 3199,00 franchi): nella lotta per il controllo dell'impresa i vertici affermano di aver ricevuto il sostegno di importanti azionisti internazionali. Kudelski (+1,85% a 13,80 franchi) ha approfittato della fine della vertenza con Netflix. Sostanzialmente in linea con il mercato è apparsa Partner Groups (-0,68% a 292,75 franchi), che ha diffuso le prime cifre sull'esercizio 2014.

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SDA-ATS