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Inizio di settimana negativo per la borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8686,17 punti, in flessione dello 0,98% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,91% a 8859,56 punti.

Stando agli operatori il nervosismo sul mercato è palpabile. Tutto ruota intorno alla seduta di giovedì della Federal Reserve: l'istituto d'emissione potrebbe decidere di alzare i tassi di interesse, per la prima volta da quasi dieci anni a questa parte. Non è però ancora per nulla chiaro se lo farà davvero.

Il clima di incertezza accresce i timori di sorprese, che potrebbero portare turbolenze sui mercati globali. Gli investitori tendono quindi ad assumere un atteggiamento attendista. I volumi di contrattazione sono stati inferiori alla media.

Un'iniezione di fiducia è arrivata con gli ultimi dati sulla produzione industriale dell'Eurozona, salita in luglio molto più del previsto. Una notizia che ha in un certo senso compensato dati congiunturali ancora una volta negativi provenienti dalla Cina. Dagli Usa non sono giunti impulsi rilevanti.

Riguardo ai singoli titoli le incognite su quanto avverrà nei prossimi giorni hanno messo in difficoltà i bancari Credit Suisse (-1,62% a 25,56 franchi) - secondo notizie di stampa il numero uno Tidjane Thiam starebbe pensando a una profonda ristrutturazione - e UBS (-1,90% a 19,67 franchi), mentre è stata meno toccata Julius Bär (-0,64% a 45,33 franchi). Nel comparto assicurativo Swiss Re (-0,18% a 84,10 franchi) - protagonista oggi della giornata organizzata dalle compagnie del settore a Monte Carlo - è apparsa poco meglio orientata di Zurich (-0,42% a 263,00 franchi).

Sono scivolati all'indietro anche i valori maggiormente esposti ai cicli congiunturali come ABB (-1,04% a 18,03 franchi), Adecco (-1,40% a 74,10 franchi), Geberit (-0,52% a 304,80 franchi) e LafargeHolcim (-1,04% a 57,10 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,87% a 364,10 franchi) ha potuto approfittare solo inizialmente delle dichiarazioni del CEO Nick Hayek sull'andamento delle vendite e ha chiuso non lontano da Richemont (-0,56% a 70,60 franchi).

Syngenta (-1,30% a 333,20 franchi) ha ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione negli Usa per il suo fungicida Orondis, che a livello mondiale potrebbe generare vendite per circa 150 milioni di dollari. Unico valore in controtendenza si è rivelato Transocean (+3,18% a 13,95 franchi), che ha rimbalzato dopo due sedute negative.

Fra i pesi massimi difensivi una certa resistenza è stata offerta da Nestlé (-0,35% a 71,55 franchi), mentre Novartis (-1,39% a 92,30 franchi) e Roche (-1,07% a 257,80 franchi) dopo una mattinata positiva sono state trascinate dalla corrente. Completano il quadro delle blue chip Actelion (-1,23% a 128,30 franchi), Givaudan (-1,70% a 1623,00 franchi), SGS (-1,10% a 1708,00 franchi) e Swisscom (-1,15% a 497,20 franchi).

Nel mercato allargato ha pubblicato i semestrali Burkhalter (+1,69% a 108,30 franchi).

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SDA-ATS