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La borsa svizzera ha chiuso in netto ribasso una seduta che, con il trascorrere delle ore, si è fatta sempre più negativa. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8095,07 punti, in flessione dell'1,54% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha perso l'1,33% a 8793,66 punti. Stando agli operatori dopo i recenti aumenti di corso diversi investitori tendono a realizzare i guadagni. Dallo scorso aprile - osservano gli specialisti - l'SMI si muove fra 7600 e 8250 punti: quando arriva al culmine rimbalza all'indietro.

In primo piano rimane sempre la politica monetaria: ieri la Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso di riferimento, come era nelle attese, ma non ha fornito indicazioni chiare riguardo ai tempi della prossima stretta monetaria. Secondo i commentatori questa potrebbe essere possibile già in settembre. Nell'immediato l'attenzione si sposta verso il Giappone: la banca centrale renderà noti i suoi orientamenti domani.

Intanto è in pieno svolgimento in tutto l'occidente la stagione dei risultati semestrali. Sul fronte interno gli occhi sono rimasti puntati su Credit Suisse (-5,02% a 10,97 franchi), che ha stupito presentando un utile nel secondo trimestre: in apertura il titolo è arrivato a guadagnare il 3%, ma ha poi pesantemente ripiegato quando sono emersi dubbi sulla reale entità del risultato. Negativi si sono rivelati anche gli altri due bancari, UBS (-2,06% a 13,29 franchi) - che pubblicherà i suoi dati domani - e Julius Bär (-2,04% a 39,85 franchi), come pure gli assicurativi Zurich (-1,28% a 232,20 franchi), Swiss Life (-1,70% a 219,20 franchi) e Swiss Re (-1,97% a 82,25 franchi).

Hanno perso parecchio quota nel finale anche i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,39% a 20,63 franchi), Adecco (-1,22% a 52,70 franchi), Geberit (-1,22% a 373,70 franchi) e LafargeHolcim (-0,76% a 45,51 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,28% a 254,40 franchi) ha cercato di difendersi più di Richemont (-1,70% a 57,95 franchi).

Dopo un'iniziale resistenza la corrente generale ha portato con sé pure i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,03% a 77,20 franchi), che ha guardato con interesse ai risultati del concorrente Danone, Novartis (-1,95% a 80,30 franchi) e Roche (-1,52% a 245,50 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-1,21% a 171,50 franchi), SGS (-1,38% a 2144,00 franchi), Swisscom (-0,27% a 478,70 franchi) e Syngenta (-2,21% a 385,50 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Logitech (+13,62% a 19,60 franchi), che ha cominciato il suo esercizio 2016/2017 in netta crescita. Hanno informato sull'andamento degli affari anche Clariant (-3,55% a 17,12 franchi), Bobst (+2,67% a 53,80 franchi) e la Banca cantonale di Basilea (+2,20% a 67,45 franchi). Il gruppo Dätwyler (-1,47% a 133,80 franchi) si è visto contrastare dall'americana Avnet la calata al gruppo britannico Premier Farnell.

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SDA-ATS