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La borsa svizzera ha chiuso l'ultima seduta della settimana con l'indice SMI dei titoli guida in leggera flessione dello 0,17% a 8'613,64 punti, mentre l'indice complessivo SPI ha fatto segnare un arretramento dello 0,14% a quota 9'560,72.

La giornata è stata avara di spunti e tutti i mercati europei, dopo una partenza incerta, hanno mostrato scarsa vitalità nonostante l'attività economica delle imprese private nell'Eurozona sia balzata ai massimi da quasi sei anni, con buoni segnali per la creazione di posti di lavoro e l'inflazione.

A preoccupare gli investitori è stato lo slittamento del voto del parlamento americano sul provvedimento che abolisce e sostituisce l'Obamacare, fatto che è stato considerato come uno schiaffo al presidente Donald Trump. Le difficoltà incontrate dalla riforma sanitaria sembrano mettere a rischio l'agenda del nuovo inquilino della Casa Bianca. In caso di bocciatura, secondo gli esperti, a Trump verrebbero infatti a mancare le risorse per il suo piano di riduzione delle tasse e di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture.

Sulla piazza zurighese l'attenzione è stata puntata su Credit Suisse, scivolata pesantemente ieri dopo notizie diffuse dall'agenzia Bloomberg secondo cui l'istituto si appresterebbe a un importante aumento di capitale pari a 3 miliardi di franchi. Da Credit Suisse non abbiamo avuto notizie di questo genere, ha detto un operatore, e comunque non c'è nulla di nuovo: il CEO Tidjane Thiam aveva già segnalato un fabbisogno di 2-4 miliardi in un'intervista apparsa mercoledì.

In borsa il titolo Credit Suisse, partito con il segno meno, si è progressivamente riportato sopra la soglia della parità, chiudendo in rialzo dello 0,27% (a 14.60 franchi). Di segno più pure Julius Bär (+0,24% a 49.49 franchi), mentre UBS (-0,38% a 15.54 franchi) non è riuscita a rimanere a galla. Tra gli assicurativi solo Zurich Insurance ha offerto qualche spunto positivo (+0,21% a 286.70 franchi): Swiss Re (-0,95% a 89.05 franchi) e Swiss Life (-0,59% a 317.60 franchi) hanno invece seguito una parabola discendente.

I listini sono stati appesantiti dal colosso farmaceutico Novartis (-0,54% a 73.75 franchi) e dal gigante dell'alimentare Nestlé, scivolato all'indietro dello 0,26% (a 77.20 franchi): la tendenza negativa è stata in parte compensata da Roche (+0,12% a 252.90 franchi).

Contrastati i titoli ciclici più sensibili alle variazioni congiunturali: Adecco (+0,50% a 70.30 franchi) si è mostrata relativamente tonica, mentre poco brillanti sono risultate le cifre relative a ABB (-0,43% a 23.18 franchi), Geberit (-0,02% a 436.50 franchi) e LafargeHolcim (-0,60% a 57.65 franchi). Pur perdendo smalto rispetto a ieri, il segmento del lusso ha generato una spinta verso l'alto, con Swatch a +0,17% (a 354.00 franchi) e Richemont a +0,32% (a 78.45 franchi).

Sul mercato allargato Adval Tech, che stamane ha annunciato utili in forte rialzo, è progredita del 6,94% (a 248.00 franchi).

SDA-ATS

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