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La Borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni odierne in territorio negativo con l'indice SMI dei principali titoli in flessione dello 0,21% a quota 9'338.25, mentre l'indice complessivo SPI ha ceduto lo 0,05% a 9'433.35 punti.

Sui listini hanno pesato gli indici pmi dell'Eurozona e della Cina, ma anche la crescita dei sussidi di disoccupazione negli USA, che si sono sommati all'incertezza per la situazione greca. Non ha inoltre aiutato l'apertura negativa di Wall Street.

Al centro dell'attenzione della Borsa svizzera vi è stato oggi il gigante della farmaceutica Novartis, che ha annunciato utili trimestrali in calo del 6% a 2,3 miliardi di dollari, su un fatturato in contrazione del 7% a 11,94 miliardi di dollari. Il rallentamento è dovuto in particolare al rafforzamento della valuta americana rispetto alla maggior parte delle altre monete.

La performance è di difficile interpretazione, in ragione della ristrutturazione del portafoglio delle attività. I dati superano comunque le attese degli analisti per quanto riguarda utile operativo e netto, mentre le cifre del fatturato sono inferiori alle aspettative.

Alcuni specialisti hanno peraltro fatto notare che i risultati del gruppo hanno beneficiato di effetti cosmetici, da collegare ai guadagni realizzati nella cessione di comparti. In borsa il titolo nel corso della giornata ha realizzato ampi guadagni, ma ha poi perso vigore con il passare delle ore chiudendo a +0,40% (a 100.60 franchi): più modeste i progressi della concorrente Roche (+0,04% a 278.90 franchi) e della società biotecnologica Actelion (+0,32% a 124.00 franchi).

Il colosso dell'alimentare Nestlé è rimasto incollato sui valori di ieri (a 74.25 franchi). In ordine sparso si sono presentati i bancari con Ubs in risalita dello 0,84% (a 19.26 franchi) e Julius Bär in aumento dello 0,20% (a 50.95 franchi), mentre è scivolata all'indietro Credit Suisse (-1,21% a 26.14 franchi) in scia a timori secondo cui l'istituto potrebbe avere bisogno di nuovo capitale.

Nel segmento del lusso sono risultate di segno negativo sia Swatch (-0,43% a 418.70 franchi), sia Richemont (-0,72% a 83.20 franchi), che ieri ha lanciato un avvertimento sugli utili. Non hanno quindi prodotto impulsi i dati relativi alle esportazioni trimestrali di orologi (+3,1%; +6,3% nel solo mese di marzo). "Le cifre sono buone, ma le quotazioni di simili imprese orientate all'esportazione sono influenzate soprattutto dalle variazioni di cambio", ha commentato un analista.

Tutti deboli i titoli più esposti ai cicli congiunturali, in particolare ABB che ha lasciato sul campo l'1,70% (a 20.82 franchi). Swiss Re tra gli assicurativi è affondata del 9,58% (a 86.40 franchi), dopo il versamento di un dividendo di 7,25 franchi agli azionisti.

Sul mercato allargato Logitech ha fatto segnare un progresso del 5,43% (a 14,55 franchi): oggi la la multinazionale vodese specializzata nelle periferiche per computer ha annunciato di aver realizzato nell'esercizio 2014/2015 un utile netto provvisorio di 135 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto all'anno precedente.

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SDA-ATS