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La borsa svizzera ha chiuso la seduta in territorio negativo con l'indice SMI dei titoli guida in flessione dello 0,43% a 8'426,15 punti, mentre l'indice complessivo SPI è sceso dello 0,34% a quota 9'231,04.

Sui mercati vi era attesa per le dichiarazioni al Congresso della presidente della Fed, Janet Yellen, secondo cui ''attendere troppo a lungo'' per alzare i tassi di interesse sarebbe imprudente".''Nelle prossime riunioni, ha detto, valuteremo se l'occupazione e l'inflazione continuano a evolversi in linea con le attese'' della Fed, ''e in tal caso aggiustamenti dei tassi potrebbero essere appropriati''.

Le dichiarazioni hanno avuto poco effetto e sulla piazza zurighese l'attenzione si è concentrata su Credit Suisse, che nel 2016 ha registrato una perdita netta di 2,44 miliardi di franchi, dopo il passivo di 2,94 miliardi subito l'anno precedente. Sui conti ha pesato la maxi multa americana per la vicenda dei subprime.

Il dato negativo era atteso e gli operatori hanno guardato alla performance dell'istituto al netto delle sanzioni. Anche il versamento di un dividendo invariato agli azionisti è stato giudicato positivamente. Il titolo ha così preso l'ascensore: +2,30% (a 15.10 franchi).

Hanno reagito positivamente, dopo un inizio titubante, anche UBS (+0,31% a 15.94 franchi) e Julius Bär (+0,79% a 48.21 franchi). Contrastato invece l'andamento degli assicurativi, con Swiss Life (+0,58% a 313.10 franchi) e Zurich Insurance (+0,60% a 282.80 franchi) in progressione, mentre è apparsa fiacca Swiss Re (-0,42% a 93.80 franchi).

Sotto i riflettori è stato pure il gruppo biotecnologico Actelion, in procinto di passare sotto il controllo dell'americana Johnson & Johnson (J&J), che lo scorso anno ha accresciuto l'utile del 26% al massimo storico di 696 milioni di franchi. Il fatturato è dal canto suo aumentato del 18% attestandosi anch'esso ad un livello record di 2,418 miliardi. Il titolo, fortemente progredito in concomitanza con l'annuncio del passaggio di proprietà, si è indebolito leggermente (-0,30% a 268.90 franchi).

Sui listini hanno pesato in particolare i colossi difensivi: nel comparto dei farmaceutici Roche è scivolata dell'1,08% (a 237.40 franchi) e Novartis dello 0,53% (a 75.10 franchi). Non è riuscito a rimanere a galla nemmeno il gigante dell'alimentare Nestlé (-0,88% a 73.00 franchi), che giovedì presenterà i risultati aziendali. "Vi è il pericolo di una delusione", ha commentato un operatore di borsa citando la scarsa crescita registrata dalla rivale Unilever.

Syngenta, dopo che le autorità americane hanno detto di avere bisogno di più tempo per valutare l'acquisizione della società da parte di ChemChina, ha chiuso in calo dello 0,37% (a 431.70 franchi). Negativo anche il segmento del lusso, con Swatch a -0,85% (a 337.00 franchi) e Richemont a -0,33% (a 75.65 franchi).

Sul mercato allargato forte balzo in avanti per Aryzta (+11,53% a 33.08 franchi): il panificio industriale zurighese, che a gennaio ha lanciato un avvertimento sugli utili, ha annunciato stamane la partenza del direttore generale Owen Killian. Con lui se ne andranno anche il responsabile delle finanze e il direttore per le Americhe.

SDA-ATS

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