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La borsa svizzera ha chiuso al di sotto della soglia della parità con l'indice SMI dei titoli guida in flessione dello 0,88% a 8'624,95 punti, mentre l'indice complessivo SPI è arretrato dello 0,85% a quota 8'888,58.

I mercati sono stati influenzati da nuovi timori riguardo alla congiuntura mondiale e dal rialzo delle quotazioni del greggio e dei metalli. Regna inoltre incertezza circa le prospettive di un aumento dei tassi negli Stati Uniti, che potrebbe intervenire la settimana prossima. "Uno sguardo nei libri di storia mostra che i primi tre mesi dopo un rialzo si rivelano difficili", ha commentato un analista.

Quanto alle decisioni di politica monetaria della Banca Nazionale, che si pronuncerà domani, la maggior parte degli analisti non prevedono mutamenti di rotta, senza però escludere la possibilità che l'istituto centrale porti i tassi negativi da -0,75% a -1,0% con l'obiettivo di indebolire il franco.

Tutte le blue chip sono risultate di segno negativo, ad eccezione della volatile Transocean (+1,13% a 13.39 franchi), che ha approfittato di una leggera ripresa del corso del petrolio, della ciclica Geberit (+0,99% a 337.30 franchi) e di Syngenta (+1,69% a 366.10 franchi ) dopo speculazioni circa una mega fusione tra Dow Chemical e DuPont, le due principali aziende chimiche americane.

Secondo fonti giornalistiche le trattative sarebbero a uno stadio avanzato e il "matrimonio", se concluso, potrebbe favorire un avvicinamento tra il gruppo agrochimico basilese e Monsanto.

Sui listini hanno pesato i colossi difensivi, con Roche in arretramento dell'1,14% (a 268.50 franchi), Novartis dell'1,24% (a 83.60 franchi) e Nestlé dell'1,07% (a 73.70 franchi). Tra i bancari Credit Suisse ha lasciato sul terreno lo 0,70% (a 21.18 franchi), Ubs lo 0,90% (a 18.78 franchi) e Julius Bär l'1,54% (a 47.40 franchi).

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SDA-ATS