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I dati deludenti sul mercato del lavoro negli USA hanno depresso la borsa svizzera che ha chiuso piatta con l'indice SMI dei principali titoli in leggerissimo aumento dello 0,06% a quota 8'515.52, mentre l'indice complessivo SPI è salito dello 0,09% a 8'688.23 punti.

Il Dipartimento del Lavoro ha indicato che l'economia americana ha creato in settembre 142.000 posti di lavoro, un dato inferiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 201.000 posti. Rivisti al ribasso, inoltre, i dati di luglio e agosto. Il tasso di disoccupazione, calcolato su una diversa base, resta al 5,1%.

Il dato USA sul lavoro era molto atteso dagli investitori, che speravano di ricavare informazioni più chiare sulla tempistica di un eventuale rialzo dei tassi da parte della Banca centrale. Le statistiche annunciate oggi hanno tuttavia aggiunto un'ulteriore dose di incertezza e i mercati, positivi in mattinata, hanno cambiato direzione.

La Casa Bianca in un commento ha detto che sull'attività economica hanno pesato il rallentamento della crescita all'estero e le tensioni sui mercati finanziari. "Date le cresciute incertezze nel mondo, è imperativo che gli Usa non aumentino l'incertezza con l'austerity". Secondo un trader citato dall'agenzia Bloomberg, la Fed sarà ora costretta a posticipare l'aumento dei tassi di interesse al prossimo marzo.

Il dollaro ha intanto perso vigore verso l'euro e la valuta elvetica: ieri sera il vice presidente della Banca nazionale svizzera Fritz Zurbrügg ha ribadito che l'istituto è come in passato pronto a intervenire sui mercati per indebolire il franco. Quanto ai tassi non sono da attendersi variazioni.

Sulla piazza zurighese sono apparsi abbastanza tonici i titoli bancari che dai massimi annuali di luglio hanno perso terreno in misura maggiore rispetto all'andamento generale dei listini. Credit Suisse ha terminato in progresso dello 0,77% (a 23.61 franchi), UBS dello 0,88% (a 18.38 franchi) e Julius Bär dell'1,50% (a 45.98 franchi).

Contrastati gli assicurativi (Zurich Insurance +0,71% a 239.80 franchi; Swiss Re -0,36% a 83.20 franchi), così come il segmento del lusso (Swatch +0,28% a 361.20 franchi; Richemont -0,93% a 74.70 franchi). Tra i titoli più esposti ai cicli congiunturali ABB è rimasta ferma al palo (a 17.12 franchi), mentre hanno fatto un passo avanti LafargeHolcim (+1,08% a 51.65 franchi) e Geberit (+1,28% a 301.40 franchi). .

Pochi spunti sono giunti dai pesi massimi difensivi, con il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,14% a 73.35 franchi) e Novartis (+0,06% a 89.20 franchi) poco mosse. Peggio ha fatto Roche, scesa dello 0,51% (a 256.00 franchi). La volatile Transocean, in considerazione del calo del prezzo del greggio, è scivolata dello 0,56% (a 12.53 franchi).

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SDA-ATS