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La borsa svizzera, dopo una seduta incerta, ha chiuso gli scambi poco mossa con l'indice SMI dei titoli guida a 8'597,02 punti, in lieve progresso dello 0,03% rispetto a ieri, mentre l'indice complessivo SPI è salito dello 0,09 % a quota 9'543,37.

Nel corso delle contrattazioni si sono nuovamente manifestate, ma con minore intensità, le preoccupazioni degli investitori per la mancata approvazione della riforma sanitaria voluta dall'amministrazione statunitense di Donald Trump, che già negli scorsi giorni avevano appesantito i listini. Dubbi permangono inoltre sulle reali capacità del nuovo inquilino della Casa Bianca di attuare le riforme promesse in campagna elettorale, in particolare in materia di riduzione della pressione fiscale.

Dagli USA è intanto giunto il dato sulla fiducia dei consumatori americani, salito a marzo sopra le aspettative, mentre vi è attesa per le statistiche sull'inflazione nella zona euro, che saranno pubblicate venerdì e che potrebbero fornire indicazioni sugli orientamenti di politica monetaria della Bce.

L'andamento della piazza zurighese è stato frenato dal colosso dell'alimentare Nestlé, che ha ceduto lo 0,45% (a 77.05 franchi) dopo i picchi degli scorsi giorni. Giù anche Novartis (-0,14% a 73.75 franchi), mentre Roche è riuscita rimanere aggrappata alla soglia della parità (+0,08% a 253.10 franchi).

Hanno intanto decisamente ripreso quota i valori finanziari, ieri sotto pressione, con UBS che ha guadagnato l'1,04% (a 15.60 franchi), Julius Bär lo 0,95% (a 49.70 franchi) e Credit Suisse l'1,02% (a 14.82 franchi). Il CEO del secondo istituto svizzero ha detto in occasione di una conferenza degli investitori a Hong Kong che prenderà quanto prima una decisione su un eventuale aumento di capitale. Ipotesi giornalistiche indicano che la banca sarebbe intenzionata a percorrere questa strada, privilegiandola rispetto a un eventuale sbarco in borsa della sua entità svizzera.

Quotazioni contrastate, invece, per gli assicurativi: Zurich Insurance (+0,04% a 283.50 franchi) si è posizionata sopra la linea di demarcazione, così come Swiss Life (+0,28% a 318.20 franchi), mentre Swiss Re (-0,56% a 88.65 franchi) non ha saputo mantenersi a galla. Debole pure il segmento del lusso: Swatch è scivolata all'indietro dello 0,28% (a 349.90 franchi) e Richemont dello 0,32% (a 77.50 franchi).

Prevalentemente positivi i valori ciclici più sensibili alle variazioni congiunturali: ABB è salita dello 0,96% (a 23.15 franchi), Geberit dello 0,53% (a 437.20 franchi) e il gigante del cemento LafargeHolcim dello 0,61% (a 57.30 franchi). Solo Adecco non ha tenuto il passo (-0,14% a 69.40 franchi).

Sul mercato allargato Dufry ha approfittato di voci secondo cui il dettagliante nel commercio esentasse avrebbe suscitato l'interesse del conglomerato cinese HNA, intenzionato ad acquistare una partecipazione: in borsa il titolo ha allungato del 3,52% (a 144.00 franchi).

SDA-ATS

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