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Mattinata in territorio negativo per la borsa svizzera, dove gli operatori non si sono lasciati impressionare dai buoni dati provenienti dalla Germania sulla rinnovata fiducia degli imprenditori. Verso le 11.40, l'indice SMI delle blue chip perdeva lo 0,62% a 7873,74 punti e l'indice allargato SPI lo 0,63% a 7432,45 punti.

L'attenzione degli operatori è tutta per alcune grandi società che hanno comunicato i risultati parziali. Il titolo del gigante farmaceutico Roche avanzava dell'1,11%. Roche, nel primo semestre di quest'anno, ha visto il suo utile netto compiere un balzo del 40% rispetto allo stesso periodo del 2012, raggiungendo i 6,05 miliardi di franchi. Il fatturato è progredito di quasi il 4% a 23,3 miliardi di franchi. Questi dati sono in linea con le previsioni degli analisti.

La concorrente Novartis perdeva invece lo 0,88% e Nestlé, l'altro gigante - ma nel settore alimentare - lo 0,16%. Le vendite su queste due società spiegano in parte il segno negativo dei listini.

Tra i bancari, il Credit Suisse cede il 2,78%. La seconda banca elvetica ha registrato nel secondo trimestre risultati in forte crescita con un utile netto di 1,045 miliardi di franchi, contro i 788 milioni dello stesso periodo 2012. L'utile ante imposte è stato di 1,534 miliardi, in aumento del 38%. Queste cifre sono inferiori a quelle indicate per i primi tre mesi dell'anno, ossia un utile netto di 1,3 miliardi e un utile ante imposte di 1,8 miliardi.

La concorrente UBS cede l'1,11% e Julius Baer lo 0,48%. Tra gli assicurativi, Zurich Insurance arretrava dello 0,98% e Swiss Re dello 0,68%.

Tra i titoli ciclici, Givaudan cresceva del 4,35%. Il gruppo ginevrino numero uno al mondo nel campo di profumi e aromi, nel primo semestre 2013 ha visto il suo utile netto crescere del 36% a 271 milioni di franchi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'utile operativo è progredito del 23,8% a 377 milioni. Il fatturato è aumentato del 5,7%, raggiungendo i 2,225 miliardi. Questi risultati, superiori alle previsioni, sono stati giudicati solidi se non eccezionali dagli analisti.

Male invece ABB, che cedeva il 4,48%. Il gruppo elettrotecnico ha realizzato nel 2. trimestre, che si è chiuso a giugno un utile netto di 763 milioni di dollari (714 milioni di franchi), con un aumento del 16% rispetto allo stesso periodo 2012. Il fatturato è stato di 10,225 miliardi di dollari, in progressione del 6%, fa sapere il gruppo zurighese. Senza acquisizioni, i ricavi sono saliti del 2%, si legge in una nota odierna della società.

Sul mercato allargato, Rieter saliva dell'8,67%. Il fabbricante zurighese di macchine e componenti per l'industria tessile, nel primo semestre ha visto il suo utile netto dividersi per quattro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è stato solo di 5 milioni di franchi. Ciò è dovuto, fa sapere l'azienda, alla diminuzione dei margini sulle ordinazioni del 2012. Il fatturato è calato leggermente del 2% a 478,1 milioni di franchi, ma le nuove commesse hanno registrato una crescita del 76% a 711,4 milioni, segno di una ripresa della domanda. Tale dato supera nettamente le previsioni degli analisti.

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SDA-ATS