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La Borsa svizzera si mantiene sopra la soglia della parità, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna un progresso dello 0,32% a quota 8'600.81, mentre l'indice complessivo SPI avanza dello 0,29% a 8'791.89 punti.

Mentre vi è attesa per i dati sulla bilancia commerciale dell'Ue e per altri dati americani - relativi a richieste di sussidi di disoccupazione, indice manifatturiero di New York, inflazione, fiducia dei consumatori della Fed di Filadelfia e deficit pubblico - l'attenzione degli investitori è puntata su Syngenta, che stamane ha annunciato un calo dell'11% del giro d'affari su nove mesi, a causa del difficile contesto del mercato sudamericano, direttamente collegato al deprezzamento di diverse valute nei confronti del dollaro.

La flessione, soprattutto quella relativa al terzo trimestre, è risultata superiore alle attese degli analisti e il titolo sta cedendo il 2,78%. Quasi speculare, ma di segno opposto, la tendenza della volatile Transocean (+2,20%), che sta reagendo al leggero aumento del prezzo del petrolio.

Senza una chiara direzione i bancari, con UBS che guadagna lo 0,05% e Julius Bär lo 0,66%, mentre Credit Suisse fa un passo indietro (-0,34%). In perdita di velocità il segmento del lusso (Swatch -0,38%; Richemont -0,67%), ma sostengono i listini i pesi massimi difensivi: Nestlé sale dello 0,67%, Novartis dello 0,74% e Roche dello 0,28%.

Sul mercato allargato il gruppo industriale zurighese Sulzer, che ha registrato un calo dell'1,4% delle nuove commesse nei primi nove mesi dell'anno, sta perdendo il 2,08%. In flessione (-3,31%) anche DKSH, che ha abbassato le sue stime per l'esercizio 2015.

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SDA-ATS