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Nel giorno della riapertura delle banche greche, dopo tre settimane di chiusura, la borsa svizzera rimane orientata al rialzo, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna un progresso dello 0,68% a quota 9'510,30.

Si tratta del valore massimo dell'anno, non lontano dal record di tutti i tempi di 9548,09 punti fatto segnare nel giugno 2007. In crescita anche l'indice complessivo SPI che sale dello 0,61% a 9'616,34 punti.

Al centro dell'attenzione oggi vi è il gruppo bancario zurighese Julius Bär che nel primo semestre ha registrato un calo vistoso dell'utile - a 40 milioni di franchi - a causa degli accantonamenti messi da parte per chiudere il contenzioso fiscale negli Usa.

Dal profilo operativo la performance è invece positiva. L'utile rettificato, al netto degli accantonamenti, evidenzia una progressione del 34% su base annua a 384 milioni.

Il titolo in borsa sta perdendo il 2,31%, ma gli analisti interpretano questo calo non come una sanzione da parte del mercato, bensì come la conseguenza di realizzi di guadagno. Dall'inizio dell'anno il titolo ha infatti beneficato di una performance di tutto rispetto, pari a +18%.

Fa meglio, tra i bancari, UBS che dopo una partenza debole sta guadagnando lo 0,46%, mentre poco mossa risulta Credit Suisse che rimane ferma sulla soglia della parità (+0,07%).

I titoli difensivi sono tutti di segno più: Nestlé avanza dello 0,36%, Novartis dell'1,28% e Roche dell'1,18%. Nel segmento del lusso poco tonica Swatch (+0,05%), che fa peggio della concorrente Richemont (+0,69%). Assieme a Julius Bär registrano cali LafargeHolcim (-0,27%), SGS (-0,44%) e la volatile Transocean (-1,72%).

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SDA-ATS