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Borsa svizzera in rosso tutto il giorno, a chiusura SMI -0,37%

Giornata interamente al di sotto della linea di demarcazione alla borsa svizzera. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a quota 9046,88 punti, in flessione dello 0,37% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha lasciato sul terreno lo 0,33% a 9054,24 punti.

Il mercato di Zurigo è stato appesantito dalle indicazioni negative provenienti dagli Usa, dal Giappone e dal confronto tra Atene e Bruxelles, ritengono gli operatori. Venerdì il dato sulla creazione di 295'000 posti di lavoro oltre Atlantico ha consolidato l'ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi.

D'altro canto il Pil nipponico di ottobre-dicembre è risultato deludente: è stato rivisto da +0,6% a +0,4% per quello congiunturale e da +2,2% a +1,5% per quello annualizzato.

Non hanno contribuito all'ottimismo degli investitori neppure le dichiarazioni di ieri del ministro greco dell'economia Yanis Varoufakis che ha ammonito Bruxelles: se la strada delle riforme proposta da Atene all'Eurogruppo non sarà condivisa dai partner Ue "possiamo tornare alle elezioni" o "convocare un referendum (sull'euro, ndr)". I ministri delle finanze dell'Eurogruppo si apprestano a ridiscutere il pacchetto di aiuti ad Atene.

Ma da Bruxelles giungono già parole di fermezza. "Abbiamo detto che sosterremo la Grecia se prosegue sul cammino delle riforme, ma il confronto sulle riforme deve ripartire al più presto possibile, stiamo perdendo troppo tempo, l'estensione degli aiuti è solo per quattro mesi e abbiamo già perso due settimane", ha affermato nel pomeriggio il presidente dello stesso Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Il lancio del Quantitative easing (Qe, l'operazione con la quale si inietterà una massiccia liquidità nell'Eurozona attraverso l'acquisto soprattutto di titoli di Stato) da parte della Banca centrale europea (Bce) ha lasciato i mercati piuttosto attendisti.

Solo quattro blue chip hanno finito in crescita rispetto a venerdì: "in testa" si è piazzata Holcim (+0,81% a 75,00 franchi). L'azionista più importante del gigante sangallese del cemento, Thomas Schmidheiny, e la fondazione Ethos, attenta ai principi dell'etica e del buon governo di impresa, chiedono un miglioramento delle condizioni per gli azionisti di Holcim nell'ambito della fusione con il gruppo francese Lafarge. In progressione anche Swiss Re (+0,39% a 98,70 franchi), Novartis (+0,21% a 96,40 franchi) e Syngenta (+0,09% a 330,30 franchi), senza che vi fossero indicazioni specifiche.

Il calo più marcato è stato quello di Transocean (-4,90% a 14,94 franchi). Il titolo, già di per sé volatile, ha risentito di una nuova diminuzione del prezzo del petrolio. In forte regressione anche il lusso: Richemont ha perso il 2,57% (a 83,35 franchi) e Swatch l'1,97% (a 417,00 franchi). Per gli operatori il calo si spiega con l'imminente presentazione dell'iWatch di Apple.

Forti perdite anche per Actelion (-1,33% a 111,10 franchi), Givaudan (-1,31% a 1803,00 franchi) e Swisscom (-1,17% a 547,00 franchi), senza che vi fossero indicazioni specifiche.

Nel mercato allargato hanno presentato i loro risultati Alpiq (-1,41% a 70,00 franchi) e Mikron (-1,59% a 6,20 franchi). Il principale produttore svizzero di elettricità ha archiviato il 2014 con una perdita di 902 milioni di franchi, dovuta a fattori straordinari, su un un fatturato calato su base annua del 14% a 8,06 miliardi. Il gruppo con sede a Bienne (BE) specializzato nella fabbricazione di sistemi di lavorazione e assemblaggio ha invece realizzato lo scorso anno un utile di 2,2 milioni di franchi, in calo dell'8,3% rispetto all'esercizio precedente. In flessione, dell'11,5%, pure il risultato operativo Ebit, che si è attestato a 4,6 milioni. Il fatturato era già stato annunciato in gennaio (+3%).

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