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La Borsa svizzera ha incrementato le perdite nel corso del pomeriggio. Attorno alle 15.15, l'indice dei titoli guida SMI segnava una contrazione del 2,37% a 8108,84 punti. Il listino allargato SPI cedeva il 2,35% a quota 8366,43.

Su Zurigo e sulle altre principali piazze europee pesano i cattivi risultati dei mercati asiatici, in particolare il tonfo di Shanghai, e le nuove incertezze sulle quotazioni del petrolio, sceso sotto la soglia dei 30 dollari.

Ad influire negativamente sui mercati hanno contribuito anche i dati deludenti sulle vendite al dettaglio negli Usa a dicembre che fanno archiviare il peggior anno dal 2009.

Fra le blue chip, continuano ad essere sotto pressione i giganti del lusso, con Swatch che cede il 3,65% e Richemont il 3,09%.

Molto male anche i bancari UBS (-3,68%), Credit Suisse (-3,22%) e Julius Bär (-4,15%), così come gli assicurativi Swiss Re (-3,05%) e Zurich (-2,84%). Perdono terreno pure i valori difensivi: Novartis (-3,09%), Roche (-2,48%) e Nestlé (-2,03%).

In controtendenza Syngenta, che guadagna il 2,35% rispetto alla chiusura di ieri. Informazioni apparse sulla stampa indicano un possibile riavvicinamento tra il gruppo agrochimico renano e il suo concorrente ChemChina. Secondo Bloomberg, l'operazione potrebbe essere realizzata prima del Nuovo Anno cinese, che cade quest'anno l'8 febbraio.

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SDA-ATS